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Luigi Di Maio, nella casa di famiglia il primo condono del vicepremier grillino

Cristina Agostini
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I primi ad approfittare del condono sono i Di Maio. Antonio, papà di Luigi e professione geometra, ha chiesto di sanare 150 metri quadrati di abusi edilizi su due livelli. Una "concessione" che è sepolta ma non dimenticata negli uffici comunali di Pomigliano d'Arco, riporta Repubblica. E adesso forse è più chiaro il motivo per il quale il vicepremier grillino non pronuncia mai la parola "condono". Il vicepresidente del Consiglio è nato e vissuto infatti in una bella palazzina, dove peraltro ha ancora la residenza, con tante irregolarità edilizie poi sanate e integrate dalle autorità locali. "Ampliamenti sul secondo e terzo piano", ergo: camere da letto sorte dal nulla, bagni, tinello, studiolo. Leggi anche: Vittorio Feltri: "Case abusive e stragi? Ecco come funziona al Sud" Repubblica riporta la "pratica numero 1840, del protocollo 7850 del 30 aprile 1986, intestata al signor Antonio Di Maio", il quale peraltro sarebbe "registrato come tecnico rilevatore a segnalare che la superficie fuorilegge utile, cioè abitabile, è di 74,76 ( mq), più altri 3 metri come non residente; mentre, sull'altro piano, è di 61,57 più altri 12. Il totale fa 151 metri quadri, praticamente una nuova casa". L'istruttoria conclusiva è del 17 giugno del 2006: saldato il conto, 2mila euro, la palazzina diventa in regola. Tutto sanato. 

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