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Giuseppe Conte kamikaze, per la prima volta si parla di crisi di governo e lui...

Gino Coala
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La tentazione di far saltare il banco è sempre più forte da parte di Luigi Di Maio e Matteo Salvini proprio ora che è in corso la tempesta perfetta, tra mercati all'assalto dell'economia italiana e la Commissione europea che boccia la Manovra con l'avvio della procedura d'infrazione per eccessivo deficit. Quello che gli osservatori politici definiscono un vero e proprio vicolo cieco per l'esecutivo di Giuseppe Conte potrebbe avere un'unica soluzione: le elezioni anticipate. Un'ipotesi che il premier per il momento non considera, ma anzi ostenta sicurezza contro Bruxelles, annuncia risposte tecniche e puntuali, tiene la barra dritta, mentre fuori c'è la bufera e l'equipaggio prepara le scialuppe di salvataggio. Leggi anche: Governo, vertice d'urgenza a palazzo Chigi tra Conte, Di Maio e Salvini: la "porcata" che fa venir giù tutto Un possibile voto a un anno dalla nascita della legislatura è un'ipotesi che preoccupa e non poco i grillini, mentre rende più speranzosi, per quanto dubbiosi, i leghisti, come riporta il Corriere della sera. Non sarà semplice convincere il Quirinale sull'opportunità di sciogliere le Camere e tornare al voto dopo appena 365 giorni. Certo però Sergio Mattarella vedrebbe per una volta sia Lega che M5s l'accordo sul fronte comune da tenere in campagna elettorale, contro l'Europa "matrigna". Tutto bene, finché non cambiano però certe carte in tavola. Se dovesse cadere il governo, al posto di Di Maio potrebbe arrivare uno tra Alessandro Di Battista o Roberto Fico a guidare il Movimento. Salvini perderebbe così un alleato virtuale, ritrovandosi un vero e proprio nemico da contenere. A quel punto Salvini dovrà tornare a ragionare con il centrodestra, proprio ora che Forza Italia e Silvio Berlusconi registrano i risultati peggiori negli ultimi sondaggi. Con l'attuale legge elettorale, numeri alla mano non ci sarebbe un vincitore netto in base alla coalizioni, così come successo lo scorso 4 marzo. La tensione nelle fila della maggioranza non è mai stata così alta, un pretesto per far saltare tutto sarebbe fin troppo facile da trovare. Una "scintilla" può accendersi sui soliti contrasti sul contratto di governo. Di Maio però deve fare i conti anche con la nutrita fronda interna, i nuovi eletti nel M5s alla prima legislatura, che non hanno nessuna intenzione di tornare a casa dopo appena un anno.

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