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L'intervista di Pietro Senaldi

Giovanni Toti avverte Forza Italia: "Chi trama per le poltrone fa sempre una brutta fine"

4 Dicembre 2018

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Giovanni Toti

Governatore Toti, lei è un' anima inquieta del centrodestra ma da un po' sembra più tranquillo: è perché la situazione è migliorata?
«Sul territorio, nelle Regioni, l' alleanza è solida, ancorata ad amministratori esperti e di successo. Abbiamo vinto ovunque, perfino qui in Liguria, terra dove avevamo sempre raccolto amarezze. A livello nazionale invece vedo molta confusione».

Colpa della Lega?
«Il governo gialloverde inchioda Salvini, seppur temporaneamente, visto che non credo che Matteo abbia all' orizzonte un' alleanza strategica con M5S».

Non si chiede anche lei che ci faccia al governo con i grillini?
«Era la sola alleanza possibile, dopo il forfait del Pd. Ma certo la convivenza con i grillini non è facile per la Lega. M5S è agli antipodi del centrodestra e, finché Salvini ne sarà alleato, ogni ragionamento sulla coalizione e la ristrutturazione dei partiti all' interno di essa non ha senso».

Da governatore del Nord, non avverte i primi segni di delusione dell' elettorato settentrionale leghista?
«Francamente tutto questo disagio del Nord leghista di cui si parla tanto io non lo vedo affatto. La Lega è garantita presso il suo elettorato di riferimento da una struttura territoriale ramificata e seria, con amministratori che attuano una politica fortemente anti-grillina. Questo, come dicono i sondaggi, premia Salvini, che è stato bravo a tenere una posizione di equilibrio e a recitare sia la parte del governo, come ministro dell' Interno, che dell' opposizione nei confronti delle iniziative più strampalate di M5S».

Le quali però, come nel caso del decreto dignità, sono passate
«È una situazione a tempo. Matteo fa il leader di lotta e di governo. Certo, nel medio periodo si pone un problema di prospettiva per la Lega: i suoi elettori non vogliono né il reddito di cittadinanza né il blocco alle grandi opere».

Salvini non copre tutta l' area del centrodestra. Come mai gli altri partiti dello schieramento non riescono ad approfittarne?
«Fratelli d' Italia sta cercando di allargare i propri confini, ma non riesce a uscire dal discorso sovranista. E, soprattutto, non trova un posizionamento più ampio e moderno rispetto al recinto della destra storica».

Non giriamoci intorno: lei arriva da Forza Italia
«Un partito che ormai racconta poca verità a se stesso ma cerca di dirla agli altri. Attacca il governo per lo spread e difende la Merkel quando, ai tempi della destituzione di Berlusconi, sosteneva cose opposte. La Ue nel 2011 accusò Silvio di avventurismo e oggi fa strano sentire Tajani dire le stesse cose di Salvini e Di Maio. Berlusconi ha retto da solo la baracca per 25 anni e ora che dovrebbe iniziare a pensare al futuro, dopo l' emorragia di voti, il partito non riesce a rigenerarsi».

Cosa ne pensa del progetto l'Altra Italia, lanciato da Tajani e Silvio?
«Se le persone, le regole d' ingaggio e la liturgia sono sempre le stesse è difficile far passare l' idea che la chiesa sia nuova».

La battaglia per la Tav e la critica alla manovra però sembrano aver rivitalizzato il partito
«Sì, i concetti sono giusti. Il tentativo di Forza Italia di rappresentare le necessità e il buonsenso del ceto moderato e produttivo è giusto, ma perché le ricette corrette siano ascoltate è importante che la bocca che le pronuncia sia credibile».

Fin qui la diagnosi. E la cura?
«Alle amministrative il centrodestra vince con le liste civiche, le quali risultano sempre la prima forza dello schieramento. La via è quella: bisogna dare una prospettiva futura per essere attrattivi».

Forza Italia aspetta che Salvini molli Di Maio e spera in una spaccatura dei grillini con conseguente ammucchiata di governo.
«Sarebbe il più grande regalo ai grillini che si possa fare. Forse la sola cosa in grado di resuscitarli. Chi si mette le poltrone sotto il sedere a forza poi viene punito nell' urna. È la storia d' Italia».

Quanto dura questo governo?
«Nessuno pensa che possa arrivare a fine legislatura ma durerà ancora un po' perché tutti hanno interesse a prendere tempo per vedere come evolve la situazione. E quello che ha più interesse che duri è Salvini, che massimizza il consenso e assiste allo sfarinamento del resto del centrodestra, alle divisioni tra i grillini e al ritorno al passato del Pd. E poi, con questa legge elettorale che non garantisce vincitori, sarebbe inutile tornare a votare».

Ma cosa pensa di questo governo?
«Mi auguro che faccia meno danni possibile e che Salvini inizi a pensare anche al domani. Invece oggi tutti governano, e fanno opposizione, pensando solo a chiudere la giornata. Sono andato in tv? Come vanno i sondaggi? Quanti mi piace ho avuto su Facebook? A sera si fanno i conti, poi l' indomani si riparte azzerando il segnapunti».

di Pietro Senaldi

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