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Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, la rivolta interna: "A questo punto fate voi", viene giù tutto

Giulio Bucchi
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L'ora della rivolta contro Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Si sprecano i retroscena da Palazzo Chigi sullo scontro con il ministro dell'Economia Giovanni Tria, clamorosamente escluso dal vertice sulla manovra perché "di lui non c'era bisogno", come ammesso candidamente dal premier.  GUARDA IL VIDEO - "Cosa faccio io con la manovra". La rivolta del meloniano in aula, cosa fa con i documenti del governo Tria non l'ha presa bene e a scatenare la sua rabbia non è solo una questione di orgoglio calpestato, con i suoi  poteri di fatto trasferiti nelle mani di Conte. Il ministro dell'Economia non condivide nulla nella gestione della legge di Bilancio. A suo dire il premier avrebbe sbagliato a non insistere con i suoi due vicepremier per limare ancora di più le risorse per Quota 100 e reddito di cittadinanza. Servivano 7 miliardi, Conte si è accontentato di 5,4 miliardi, e di conseguenza il deficit non scenderà fino al 2% ma si fermerà al 2,1%. Dettagli? Spiccioli? Nient'affatto: secondo Tria la proposta che Conte presenterà al presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker è "inadeguata" e "insufficiente": "A questo punto - è la frase attribuita al ministro dell'Economia dal Messaggero - assumetevi voi per intero la responsabilità". 

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