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Pensioni, Giuseppe Conte umilia gli anziani che protestano: "Pochi euro al mese"

Matteo Legnani
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Taci, che è meglio, si dice. E invece no. Il premier Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa di fine anno, ha voluto rispondere alle sigle sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, che avevano convocato proprio per oggi un presidio davanti a palazzo Chigi. Motivo della protesta il blocco dell'adeguamento degli assegni, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte definisce "un processo di indicizzazione raffreddato, quasi impercettibile, parliamo di qualche euro al mese". E ironizza: "Forse non se ne accorgerebbe nemmeno l'avaro di Moliere" E ancora: "I sindacati protestino pure liberamente, ma non mi sembra che abbiamo attentato ai trattamenti pensionistici, abbiamo operato con molto discernimento una redistribuzione", replica il premier, mentre dal M5s contrattaccano: "Dov'erano i sindacati quando i precedenti governi votavano leggi come la Fornero? Forse andavano a braccetto proprio con quegli stessi partiti che facevano scempio dei diritti dei lavoratori", dicono i deputati della commissione Bilancio, mentre oggi insorgono per una misura - l'indicizzazione delle pensioni all'inflazione - che aumenta, tra le altre, tutte le pensioni fino a 1.522,26 euro lordi, che sono il 41% del totale, almeno all'aumentare dei prezzi". Lleggi anche: Pensioni, la versione definitiva della rapina in manovra: "tagli fino al 40%, chi paga più di tutti

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