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Luigi Di Maio contro Beppe Grillo, il retroscena sul doppio pazzesco "vaffa": caos nel M5s

Ventura Cigno
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È stato siglato il “patto impossibile”. Quello sui vaccini, che vede insieme uno strano quadrumvirato composto da Beppe Grillo, Matteo Renzi, l'immunologo Guido Silvestri simpatizzante 5 stelle e il virologo Roberto Burioni assiduo ospite della Leopolda. La base "no vax" del Movimento 5 Stelle, furiosa, si è subito fatta sentire e ha trovato l'appoggio di un Luigi Di Maio che, forse per vendicarsi di Grillo, ha espresso il dissenso verso Burioni. Della serie: “Va bene la scienza, ma Burioni no”. Leggi anche: Di Maio fatto a pezzi da Filippo Facci. "Ecco la lista di tute le sue balle" Come riportato dal Corriere, il guru e fondatore del M5S è stato spesso accusato di avere opinioni antiscientifiche e "no vax". Ora però, come fa sapere dal suo account Twitter, ha firmato il patto per dare sostegno alla scienza e perché il suo progresso venga riconosciuto universalmente. Comunque ha puntualizzato di aver ricevuto l'invito da parte del professor Silvestri e di non conoscere personalmente Burioni. Secondo Repubblica, l'avvicinamento di Grillo allo scienziato "renziano" è più che sospetto e rappresenterebbe una sorta di "vendetta" contro i vertici grillini che negli ultimi mesi lo hanno messo in disparte. Certo è che Burioni, paladino delle battaglie a favore dei vaccini, si professa più che soddisfatto: “È un documento rigoroso e vale non solo per la medicina ma anche per ambiente, agricoltura e tutti gli ambiti in cui la ricerca seria gioca la sua parte”. Tutti felici e contenti eccetto Di Maio, che si è schierato apertamente contro la nuova linea del suo fondatore, e l'elettorato 5 stelle che dopo il sì a Burioni ha espresso il suo sentito “vaffa”.

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