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Alessandra Ghisleri: "Il Movimento 5 stelle teme la rimonta del Pd. Gioco delle parti con Matteo Salvini"

Cristina Agostini
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"Il M5S ha capito che deve muoversi se vuole evitare di restare schiacciato da Matteo Salvini, deve cioè recuperare quello spazio mediatico finora monopolizzato con un certo successo dall'alleato. E i sondaggi dell'ultima settimana sembrano dargli ragione", dice Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, in una intervista a La Repubblica. "Non so se si tratta di strategia, che prevede l'inizio di un percorso più complesso, o di semplice tattica finalizzata alla scadenza elettorale. Certo si nota la volontà del vicepremier grillino di differenziarsi, di contrastare l'altro vicepremier leghista sui temi che più lo caratterizzano, richiamando i principi originari del Movimento, senza però mettere in discussione il governo. Prova ne è l'apparizione televisiva in contemporanea di domenica sera - Luigi Di Maio su Rai1, Salvini su La7 - in cui hanno giocato entrambi a rimpiattino, a rimpallarsi le responsabilità, recitando tutte le parti in commedia: maggioranza e opposizione insieme". In questo momento, continua la Ghisleri, "il M5S sta tornando ad accarezzare i temi della sinistra, quelli che gli hanno consentito di trionfare alle politiche, per cercare di recuperare l'elettorato deluso dall'esperienza di governo con la Lega, che non ha una base emotiva storica, è per lo più giovane e con un'ampia componente di sinistra rispetto agli altri partiti. Una svolta utile pure ad arginare il Pd, che li ha ormai raggiunti". Già. Perché nelle intenzioni di voto, sottolinea la sondaggista, "i due sono molto vicini, intorno al 20 per cento, si battono per il secondo posto. La Lega, sebbene in contrazione, sta tra il 31 e il 32". Leggi anche: "Così ci puniranno di sicuro". Palazzo Chigi, voci da panico: bomba sulla elezioni italiane Del resto, conclude la Ghisleri, "nel momento in cui il Pd trova, con Zingaretti, un nuovo punto di riferimento, diventa un competitor importante. Non è un caso se il M5S ha cambiato anche il messaggio sull'Europa: ha capito che la maggioranza degli italiani non vuole uscire né dalla Ue né dall'euro. Tra i due partiti c' è una competizione vera: giocano nello stesso raggio d'azione e dell'errore statistico, a una distanza inferiore ai 2 punti percentuali". 

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