Cerca

La parola al direttore

Vittorio Feltri, Csm: "Chi sono i magistrati e in che modo agiscono"

15 Giugno 2019

0
Vittorio Feltri

Cari professori, anche oggi quanto ieri mi sento da voi chiamato in causa. Vi stupite e rammaricate poiché i magistrati dovendo eleggere i loro rappresentanti, come previsto dalla Costituzione più brutta del mondo, si assoggettano a una pratica invalsa in ogni categoria. Si riuniscono per scegliere i candidati da votare.

Insomma fanno campagna elettorale e si accordano se appoggiare questo o quel collega che andrà a ricoprire ruoli apicali. Cosa c'è di strano e di illegale in tutto ciò? In effetti, i tedeschi non hanno il Csm, pertanto non si confrontano con il problema di votare per Tizio o per Caio. Beati loro. La nostra Carta invece stabilisce che il Consiglio superiore della magistratura sia l'organo di autogoverno delle toghe, le quali pertanto si organizzano affinché siano promossi dei compagni di cui fidarsi.

Ovvio che, nel momento in cui si lascia ai giudici la facoltà di darsi un assetto, essi si impegnino per selezionare i personaggi più graditi. Dove è lo scandalo? Indubbiamente il Csm andrebbe eliminato senza indugi, dato che non serve a nulla, però per procedere in questo senso sarebbe prima necessario modificare la Costituzione, la quale viceversa è considerata intangibile come le tavole mosaiche. D'altronde quella dei magistrati non è peggiore né migliore di altre corporazioni. Anche i geometri e perfino i giornalisti, allorché debbano sistemare i loro ordini, che sono inutili eppure nessuno osa cancellarli, si azzannano ferocemente per premiare gli amici degli amici allo scopo di assicurarsene la benevolenza.

E non c'è anima che protesti o si dia una mossa onde abolire certi metodi arcaici che dovrebbero regolamentare le professioni, le quali sono già regolate alla grande dai codici civile e penale. In Italia non vi è niente di più resistente alla logica delle cose illogiche. Cari professori, tornando a bomba, voi ve la prendete con il capo dello Stato, accusandolo di non essersi accorto delle manovre oscure in seno al Csm e dintorni, ma commettete un errore o almeno rivelate ingenuità. Mattarella non è un principe bensì il custode della Costituzione e a questa deve attenersi. Toccherebbe al potere legislativo riformare i principi fondanti della legge suprema, ma non è capace, forse perché schiavo di pregiudizi e oppresso dal conformismo legato all'adorazione della Resistenza e dell'antifascismo di maniera. In sintesi, i magistrati sono uomini comuni e agiscono come i loro simili che fanno altri mestieri, magari più produttivi e svolti con superiore perizia.

di Vittorio Feltri

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media