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Matteo Salvini, l'atto di guerra di Giuseppe Conte sui fondi russi alla Lega: il premier dice sì al Pd

Giulio Bucchi
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Regolamento di conti in aula tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini. Dopo l'altissima tensione sul voto contrario della Lega a Ursula Von der Leyen presidente della Commissione Ue, il premier ha accettato di intervenire al Senato per riferire sul caso dei presunti fondi russi al Carroccio: Conte sarà a Palazzo Madama mercoledì prossimo alle 16.30, come da calendario approvato dalla conferenza dei capigruppo del Senato. Le modalità di svolgimento ancora non sono state specificate, ma il braccio testo di Palazzo Chigi al Pd (protagonista di proteste violentissime mercoledì) politicamente è un dato che creerà turbolenze nella maggioranza. Leggi anche: Salvini non riferisce in aula, scatta la rivolta Pd. La pagliacciata stile Sea Watch Non a caso la presenza di Conte al Senato è stato giudicato dal segretario dem Nicola Zingaretti "un fatto positivo. Nella logica parlamentare quando i due rami del parlamento chiedono un chiarimento è normale che questo avvenga, è anomalo il contrario". Salvini, nonostante le pressioni del presidente della Camera Fico e di vari esponenti del M5s, ha invece negato una sua informativa, dicendosi invece disposto a parlare ma solo nel canonico "question time". Il Pd, in tutta risposta, ha occupato l'aula della Commissione Affari costituzionali e preannunciando nuove forme eclatanti di protesta.

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