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Pdl: Berlusconi, non si gioca con mia pelle, non resto con chi vuole farmi fuori

domenica 17 novembre 2013
Pdl: Berlusconi, non si gioca con mia pelle, non resto con chi vuole farmi fuori

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Roma, 11 nov. (Adnkronos) - Il Consiglio nazionale si fara'. Anche se rischia di diventare un bagno di sangue. Silvio Berlusconi e' determinato ad andare avanti fino in fondo, a costo di collocarsi all'opposizione anche se gli altri vogliono restare al governo. Il giorno dopo il monito rivolto agli alfaniani ("ricordatevi che fine ha fatto Fini"), il Cavaliere non ha cambiato linea: io non ci sto con chi vuole il mio assassinio politico. Voglio sapere chi restera' al governo quando il Pd votera' la mia decadenza, non e' piu' il momento di far finta di niente o peggio di giocare sulla mia pelle, sarebbe stato il ragionamento fatto dall'ex presidente del Consiglio con i suoi ad Arcore in queste ore. A pochi giorni dal Cn e' davvero difficile capire le reali forze in campo. I lealisti assicurano di avere in tasca la maggioranza dei due terzi dell'assemblea formata da 861 membri aventi diritto al voto e giurano che le firme in mano agli innovatori non superino il centinaio. Di avviso contrario le colombe, che danno per certe piu' di 300 adesioni. Certi del fatto che al Senato il Cav non ha i numeri per staccare la spina al governo Letta, gli alfaniani sono pronti a sfidare i falchi. Il leader azzurro, come sempre in questi casi, gioca su piu' tavoli per tenere alta la tensione e smorzarla al momento opportuno. Si parlava di una cena questa sera a Villa Gernetto con un centinaio di giovani da arruolare nella nuova Fi, ma sarebbe stata rinviata alla prossima settimana. Qualcuno, pero', giura che la voce dell'incontro sia stata messa in giro ad arte per far credere che il Cav voglia resettare il partito per dar spazio ad energie fresche. Di certo, Berlusconi vuole accelerare sul passaggio a Fi, anche perche' non intende piu' accollarsi i debiti di un partito che non ha piu' appeal elettorale ed e' destinato ad andare in sonno.