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Matteo Salvini, le dure accuse dei leghisti veneti dopo un video di Zaia: "Non è un caso"

Giulio Bucchi
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La rivolta dei leghisti veneti contro Matteo Salvini. Impensabile due volte: perché accade sulla bacheca Facebook di Luca Zaia, dopo che il governatore (amatissimo dagli elettori) condivide una diretta del vicepremier a Pescara e poi a Campobasso, e perché sulla carta era proprio la pancia leghista del Nord, e soprattutto del Veneto, a chiedere di staccare la spina al governo frenato dai no del Movimento 5 Stelle.   Leggi anche: "Chi ha paura di andare al voto". Senaldi, cosa c'è dietro l'asse anti-voto (e contro Salvini) Zaia condivide senza commentare, e i suoi sostenitori si scatenano. Repubblica, maliziosamente, riporta i commenti più duri dei leghisti: "Apprezzo lei signor Zaia, ma non il suo rappresentante di partito. Mesi e mesi di banderuole e di campagna elettorale continua. Ha solo parlato e girato sagre e spiagge. Di lavoro poco e ora che vi erano tante decisioni da prendere fugge. "Ben presto finirà di fare il pagliaccio in spiaggia e si leccherà le ferite". "Presidente Zaia, dovrebbe diventare lei leader della Lega, porterebbe un po' di più serietà". E ancora, in un'alternanza di critica personale e politica: "Salvini non vuole dare l'autonomia al Veneto", "Zaia molli questo buffone", "Ora farà la fine dell'altro Matteo (Matteo Renzi, ndr)". Secondo Repubblica, la pioggia di attacchi sulla pagina del governatore sarebbe una imboscata al leader: "Chi conosce bene le dinamiche della Lega in Veneto non crede che tutto questo sia frutto del caso".

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