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Gianmarco Centinaio, governo Lega-M5s bis: "Dai vertici grillini diversi segnali. Pronti a un nuovo contratto"

Giulio Bucchi
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"Penso ci siano ancora margini, anche perché da parte dei dirigenti del M5s ci sono ancora segnali di apertura". Cosi' Gian Marco Centinaio, ministro per l'Agricoltura e leghista, in un'intervista a La Stampa apre a un governo gialloverde-bis. "La rottura che c'è stata nei giorni scorsi era data dalla difficoltà per i nostri ministri di portare avanti le nostre proposte - ha detto Centinaio -. Bisogna tornare a parlarsi con lo stesso stato d'animo di prima delle europee, perché sono state quelle elezioni a provocare una frattura. Noi abbiamo accusato una campagna aggressiva del Movimento contro la Lega, loro un risultato non soddisfacente". Leggi anche: "I giochi non sono ancora chiusi". Paolo becchi, fonti riservate Perché ora dovrebbe funzionare? Ad esempio per l'Autonomia, ha risposto Centinaio: per molto tempo il M5s ha trovato scuse per non portare il tema in Aula, ora la inseriscono nei dieci punti. La riforma della giustizia, idem. Allora dico: facciamolo". Giancarlo Giorgetti, spiega ancora Centinaio, "ricorda una cosa non troppo banale: non abbiamo paura ad andare all'opposizione. Devo dire che le dichiarazioni della Boschi sono indicative di quello che accade nel Pd: nel M5s sono incapaci ma piuttosto che vedere Salvini vincere alle elezioni, meglio fare un governo con loro". Immaginerebbe un nuovo contratto? "Perché no. Era una delle opzioni sul tavolo nella campagna elettorale per le europee. Vede noi abbiamo un vantaggio con il M5s, rispetto al Pd. Ci conosciamo già, nei punti di forza. E nelle debolezze".

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