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Giuseppe Conte, retroscena: "Perché non ha mai pronunciato la parola immigrazione". Europatto: siamo fregati

Giulio Bucchi
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Qualcuno, tra Lega e Fratelli d'Italia, ha notato un dettaglio piuttosto inquietante nel discorso che il premier Giuseppe Conte ha pronunciato dopo aver ricevuto l'incarico dal presidente Sergio Mattarella. Non ha mai pronunciato la parola "immigrazione". "Volutamente", sottolinea il Corriere della Sera, perché "per Conte, il problema dei prossimi mesi sarà quello di disintossicare l'Italia da un tema brandito dal ministro dell'Interno uscente Matteo Salvini come una clava". Già questo la dice lunga sulla impostazione del prossimo governo di Pd e M5s.  Leggi anche: "Cancellare Salvini dal Viminale". Il vero obiettivo di Pd e M5s: con chi vogliono sostituirlo Conte vorrebbe trasformare il tema "in uno dei capisaldi di una rinnovata strategia con l'Europa". Il premier incaricato confida negli ottimi rapporti maturati in questi mesi con la neo-presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, eletta peraltro grazie ai voti determinanti a Strasburgo del M5s, primo punto di rottura vera del fu governo gialloverde. Secondo il Corsera, Conte vuole "spuntare una legge sul rimpatrio europeo dei migranti, e maggiore flessibilità di spesa". Storia già vista con i governi targati Pd dal 2013 al 2018, di cui l'esecutivo giallorosso si pone a tutti gli effetti come prosecutore. 

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