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Greta Thunberg, Enrico Letta: "Facciamo votare il suo popolo, i 16enni alle urne"

Davide Locano
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La confessione di Enrico Letta piove con una semplicità disarmante, a caratteri cubitali nel titolo di apertura di Repubblica di oggi, lunedì 30 settembre: "Facciamo votare i ragazzi di Greta", dice l'ex premier. Greta, ovviamente, è Greta Thunberg. E Letta spiega chiaro e tondo di volere una "riforma costituzionale da fare in un anno: il voto ai sedicenni". E ancora, sottolinea: "Il mio lavoro sono i ragazzi, è a loro che bisogna pensare". Quando gli ricordano che si tratta di una vecchia proposta di Beppe Grillo, Letta ribatte: "No. L'avevo già avanzata due anni fa. Adesso dico che è urgente, e che con questa maggioranza si può fare. È un modo per dire a quei giovani che abbiamo fotografato nelle piazze, lodando i loro slogan e il loro entusiasmo - si riferisce alle manifestazioni per l'ambiente -: vi prendiamo sul serio e riconosciamo che esiste un problema di sotto rappresentazione delle vostre idee, dei vostri interessi". Parole che confermano un pensiero diffuso, sintetizzato con efficacia pochi giorni fa da Alessandro Sallusti: Greta Thunberg viene sfruttata dai politici "per avere i voti dei diciottenni del futuro", diceva il direttore. Che però sbagliava. Nemmeno dei diciottenni del futuro, ma dei sedicenni attuali. Enrico Letta, in modo piuttosto sfacciato, vuole aprire al loro diritto di voto, facendosi paladino di una battaglia ambientalista per la quale, fino ad oggi, nessuno lo ha mai ricordato battersi. Una mossa che dimostra in modo plastico, lampante, quanto la sinistra di oggi non sappia più cosa inventarsi pur di restare al potere, o quantomeno per ambire a farlo. Leggi anche: Greta Thunberg, il filosofo: "Perché mi inquieta"

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