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Giancarlo Giorgetti blinda Giuseppe Conte: "Anche se vinciamo noi...". Niente più spallata in Emilia?

Caterina Spinelli
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"Basta il Pd", è questo il motto che investe la, ancora per poco, rossa Emilia-Romagna. Sul palco di PalaDozza di Bologna dove Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni si caricano per il tanto atteso voto, a spegnere qualsiasi entusiasmo è Giancarlo Giorgetti. Il braccio destro del leader della Lega non ha dubbi a riguardo: "Se vinciamo qui non cade il governo perché si chiuderanno ancora di più nel palazzo. Ma non vi rendete conto che il primo partito della maggioranza, il M5S, non corre nemmeno alle regionali? Ormai c'è il Paese del Transatlantico e quello reale. Forse è il contrario: se il Pd vincesse, Zingaretti potrebbe avere un sussulto e staccare la spina". Ma Salvini - spiega Il Messaggero - non vuol sentir ragioni, lui non cambia modo di essere. Anzi, contro quell'esecutivo che gli italiani non hanno eletto, rincara addirittura la dose: "Mandiamoli a casa".  Leggi anche: Giancarlo Giorgetti apre alla maggioranza: "Facciamo alcune cose insieme". Ma Salvini lo gela subito Con il passare del tempo Giorgetti però diventa sempre più pessimista, ora nemmeno il sovranismo urlato e contro tutti i poteri gli piace più. "Se c'è stata una svolta? Questo lo dite voi, però può darsi che qualcosa sia cambiato". A tal punto che la Lega sarebbe anche pronta ad "aprirsi al Ppe" come riferisce l'europarlamentare Luca Zanni, che invita a un dialogo "ormai già in corso". Anche se

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