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Lucia Borgonzoni a Pomeriggio 5: "Bibbiano? Minacce di morte e insulti, nel Pd tutti tacciono"

Davide Locano
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Se il minacciato di morte è della Lega, tutti zitti. Una triste e consueta circostanza. L'ultima denuncia in tal senso arriva da Lucia Borgonzoni, la candidata del Carroccio alle regionali in Emilia Romanga. La denuncia è piovuta nella mattinata di venerdì 6 dicembre nel corso della puntata di Pomeriggio 5, in onda su Canale 5: "Mi hanno minacciato di morte, insultata con frasi irripetibili, scagliato contro offese sessiste - ha sottolineato -. Ho postato tutto su Facebook e da nessun democratico è arrivata una parola di solidarietà. Il Pd sta portando in trionfo un sindaco come se non fosse indagato. E invece è accusato di falso e di abuso d'ufficio. E con lui ci sono altri 28 indagati in una inchiesta aperta e con nuovi fronti aperti", ha ricordato la Borgonzoni. Leggi anche: Bolognina, l'ultima sfida di Lucia Borgonzoni alla sinistra Ma non solo. Nel corso della trasmissione, la candidata ha anche mostrato una maglietta con la scritta "Parlateci di Bibbiano", che aveva già indossato in Senato. "Non devo chiedere scusa a nessuno, le uniche scuse qualcuno le dovrà porgere alle famiglie. Di Bibbiano bisogna parlare, soprattutto di fronte a un muro che vuole far calare il silenzio su tante bambine, tanti bambini, tante famiglie - ha rimarcato -. C'è da fare chiarezza, da ottenere giustizia. E c'è una riforma da fare, per dare tutele, trasparenza e protezione ai minori. Perché quanto abbiamo visto e sentito non accada più", ha concluso Lucia Borgonzoni.

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