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Mes, il sondaggio sul fondo salva-Stati: sei italiani su dieci non sanno che cosa sia

Davide Locano
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Mes, spread, bail in. Di cosa stiamo parlando? La stragrande maggioranza degli italiani non ha capito l' argomento principale di queste ultime settimane. Giornali, dibattiti televisivi ed interventi sui social dei politici sul Mes scatenano i "tifosi" politici, senza tuttavia far comprendere un tubo. Due sondaggi recenti testimoniano questa ignoranza. L' Istituto Demopolis ha verificato la conoscenza degli italiani in relazione al cosiddetto "Salva-Stati". Lei ha compreso - è stato chiesto - in che cosa consista il MES, il meccanismo europeo di stabilità? "Sì, esattamente" risponde appena il 9% degli intervistati; il 25% dichiara di averlo compreso, ma solo genericamente. Il 66%, due italiani su 3 intervistati da Demopolis, afferma invece di non avere capito di che cosa si tratti. Leggi anche: Mes, l'accusa di Guido Crosetto al "governo omertoso" Secondo invece un sondaggio EMG Acqua presentato ieri mattina ad Agorà su Raitre, alla domanda «Lei ha capito a cosa serve il Mes?» ha risposto «SÌ» il 41% degli intervistati totali, «NO» il 31%. Mentre il 26% ha risposto «non so cosa sia il Mes/non sono informato». Il 2% preferisce non rispondere. C' è un motivo però che giustifica gli elettori: nemmeno i politici sono padroni della materia. C' è chi è allarmista, chi invece prova a tranquillizzare. Nessuno, in maniera obiettiva e chiara, è in grado di fare un riassunto veloce della materia. Motivo? In pochi si sono letti le carte. E allora dovremmo studiarcele noi, scaricando faldoni dal web? Ieri mattina, all' alba, il ministro Gualtieri cantava vittoria con queste parole: «Abbiamo ottenuto una cosa importante che è la possibilità di una subaggregazione dei titoli: un meccanismo che rende le single limb Cac più simili alle double limb. Per l' Italia era importante». Questo per il Mes. Invece la discussione sull' unione bancaria e lo schema europeo di garanzia dei depositi è stata «lunga e difficile», ma l' Italia ha «ottenuto l' eliminazione dalla road map di riferimenti alla modifica del trattamento prudenziale dei titoli sovrani». E ancora: «Sono state respinte - ha spiegato il ministro - tutte le ipotesi di condizionalità del backstop», cioè il garante di ultima istanza per il Fondo unico di risoluzione. «Si tratta di un meccanismo di mutualizzazione delle risorse senza condizionalità, ed è il primo caso a livello europeo». Se lo dice lui... È giusto che Gualtieri, docente di storia, usi termini tecnici, tuttavia se parla con la stampa, che in teoria dovrebbe spiegare ai cittadini cosa combinano i politici, non è ammissibile utilizzare termini del tipo "subaggregazione", "single limb Cac", "backstop". Sicuramente se un suo allievo si fosse presentato all' esame sfoggiando termini da addetti ai lavori, il prof Gualtieri gli avrebbe chiesto di parlare semplice. Il ministro seguita a ripetere che non esistono problemi per l' Italia, che non cambia tanto rispetto al vecchio Mes. E allora qual è il motivo di riformarlo? di Giuliano Zulin

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