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Luigi Di Maio, disastro Gregoretti: "Sì al processo contro Salvini", ma lo smentisce pure Toninelli

Giulio Bucchi
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Ha annunciato il voto favorevole del M5s al processo Gregoretti contro Matteo Salvini, ma Luigi Di Maio rischia un'altra colossale figuraccia politica. Il leader grillino, dando il via libera al Tribunale dei ministri che ha accusato l'allora ministro degli Interni di "abuso di potere" sul caso dei migranti tenuti per giorni a bordo della nave della Guardia Costiera la scorsa estate al largo del porto di Augusta, ha sconfessato tutto il recentissimo passato dei 5 Stelle.   Leggi anche: "Adesso rischio 15 anni di carcere". Salvini, drammatico annuncio in diretta da Giordano Quand'erano al governo con la Lega, hanno infatti detto no al processo, del tutto simile, contro Salvini sul caso Diciotti, oggi fanno l'esatto opposto. Motivazione? Sulla Gregoretti, spiega Di Maio, Salvini avrebbe agito a titolo del tutto personale e senza alcuna emergenza in corso, essendo il sistema dei rimpatri tornato a suo dire perfettamente funzionante. Bene, è interessante ricordare come a luglio nei giorni del caso Gregoretti nessuno nel M5s disse nulla a Salvini. E anzi il ministro dei Trasporti in carica, il grillino Danilo Toninelli, tirava per la giacchetta Bruxelles: "Ora la Ue risponda, perché la questione migratoria riguarda tutto il Continente". Di fatto, una clamorosa smentita postdatata. Non a caso, dalla Lega, i commenti su Di Maio sono durissimi, anche dal punto di vista personale. "Un piccolo uomo - lo definisce Nicola Molteni, sottosegretario agli Interni insieme a Salvini e coinvolto, dunque, personalmente -. Più che l'onore poté la poltrona".

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