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Senza Matteo Salvini i 5 Stelle non rimborsano più un euro: Luigi Di Maio dà il cattivo esempio

Gabriele Galluccio
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Le dimissioni di Lorenzo Fioramonti da ministro dell'Istruzione ha avuto l'effetto dell'apertura del vaso di Pandora. Tutti i nodi stanno venendo al pettine all'interno del Movimento 5 Stelle: proprio loro, quelli di 'onestà, onestà', in realtà non stanno mantenendo la parola data. Tanto da sbugiardarsi da soli, perché basta un attento sguardo al sito tirendiconto.it per scoprire che appena 23 parlamentari grillini su 317 sono in regola con i rimborsi, mentre 31 sono fermi a ottobre ma comunque in buona posizione. Per approfondire leggi anche: Paragone smaschera Di Maio Fioramonti fa invece parte dei 20 che non hanno restituito neanche un euro nel corso del 2019, ma a far rumore è soprattutto il fatto che Luigi Di Maio abbia effettuato l'ultimo rimborso ad agosto. E come lui altri 119 rappresentanti del Movimento, che evidentemente si sono sentiti legittimati dal comportamento del loro capo politico. In sostanza da quando è caduta l'alleanza di governo con Matteo Salvini, oltre un terzo dei grillini non ha più restituito un euro. Difficile credere che sia un caso, forse i 5 Stelle non si sentono così tanto sicuri di andare avanti a lungo con il Pd? Nel dubbio allora è meglio intascare tutto, perché quando si tornerà al voto molti di loro resteranno a casa. Tra l'altro i ministri del Movimento sono tutti non in regola con i rimborsi: Alfonso Bonafede si è fermato ad agosto come Di Maio, la coppia Federico D'Incà e Vincenzo Spadafora sono fermi a giugno, Fabiana Dadone a maggio, mentre Nunzia Catalfo non restituisce i soldi addirittura da febbraio. Insomma, una delle principali battaglie condotte dal Movimento al grido di 'onestà, onestà' si sta ritorcendo contro: in molti si sono lasciati tentare dal dio denaro, visto che per loro del domani non vi è certezza.

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