(Adnkronos) - Pur riconoscendo la difficoltà del compito, e il non facile momento economico, l'ex rettore (professore ordinario in didattica delle lingue moderne, eletto al vertice dell'Università per stranieri per la prima volta nel 2004 e rieletto per il quadriennio 2008-2012), e con un ricco curriculum professionale ha già ben chiara la filosofia di scelte sulle quali incentrare il suo assessorato. Oltre agli eventi e alla conservazione del patrimonio, una terza via, capace di superare i limiti che queste due scelte presentano: "bruciare la città" senza lasciare radici e allontanare i pubblici da beni mummificati su se stessi. Per Vedovelli si dovrà: "puntare sui valori culturali, perché Siena è il paradigma dell'Italia, e puntare su tali valori è l'unica via per uscire dalla crisi. In questo panorama la città deve essere la prima destinataria delle nostre azioni, facendo crescere i livelli culturali della popolazione e trasformando questi valori, questo patrimonio culturale in opportunità lavorativa". L'assessore nel riportare i recenti dati che vedono l'Italia al primo posto, per beni culturali e siti Unesco, ma all'ultimo posto in un'indagine effettuata dall'Ocse su 24 Paesi per quanto riguarda competenze culturali di base, ha ricordato che a Siena, come da dati forniti della Camera di Commercio, l'unico comparto che ha tenuto è proprio quello culturale. "Un'industria culturale in cui investire, capace però di rendersi accessibile anche a coloro che per vari motivi hanno problemi. Un dovere di etica civile, tanto più in una città di storica accoglienza come Siena". "Adesso - ha concluso - non possiamo permetterci sbagli. Dobbiamo serrare le fila al nostro interno e costruire un percorso che attui da subito il progetto Siena Capitale della cultura e che dia lavoro e crescita".




