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Matteo Salvini, i dubbi dopo il passo indietro di Di Maio: "Con che grillino può parlare la Lega?"

Giulio Bucchi
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Non un amico, ma sicuramente un "referente". Fonti della Lega definiscono Matteo Salvini "dispiaciuto" per la dipartita politica di Luigi Di Maio. Il loro rapporto si era definitivamente concluso qualche settimana fa, sul caso Gregoretti, ma "non lo sento e non lo vedo da settembre, da quando ha scelto di abbracciare il Pd", ha spiegato il leader leghista. Leggi anche: "Ultima ignobile impresa di Grillo". Becchi, il retroscena sull'addio di Di Maio: perché proprio prima del voto Di sicuro, però, Di Maio veniva considerato dai leghisti come l'unico in grado di "tenere la barra a destra" nel M5s, spiega un retroscena del Fatto quotidiano. "Ora lì dentro non abbiamo più interlocutori, non c'è più nemmeno Paragone, con chi parliamo?", sarebbe l'inquietudine che filtra da via Bellerio. Pubblicamente, via Facebook, Salvini non ha infierito su Di Maio: "Non do colpe a lui ma a Grillo che, per conservare le poltrone, ha spinto i 5 Stelle a mettersi col Pd. Vedrete ora quanti elettori pentastellati in Emilia e Calabria li abbandoneranno". Ma si guarda già avanti, al futuro capo dei 5 Stelle: "L'unico che verrebbe visto come non ostile - suggerisce sempre il Fatto - è Alessandro Di Battista". Che non a caso però potrebbe venire beffato da Stefano Patuanelli, il ministro dello Sviluppo che ha già detto di voler traghettare il Movimento nel campo dei riformisti, a sinistra.

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