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Otto e mezzo, Alfonso Bonafede: "Gli innocenti non finiscono in carcere". Ma i numeri lo smentiscono

Gabriele Galluccio
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Momenti di grande imbarazzo a Otto e mezzo per Alfonso Bonafede, che viene letteralmente portato a scuola da Annalisa Cuzzocrea quando si parla di giustizia. Materia che il ministro grillino dovrebbe conoscere bene, nonostante sia il padre dell'abolizione della prescrizione che può rendere i cittadini italiani processabili a vita. La giornalista di Repubblica gli lancia una frecciatina, chiedendogli se “ogni tanto pensa agli innocenti che finiscono in carcere? Perché sono tantissimi”. Per approfondire leggi anche: Prescrizione, i processi dureranno all'infinito “Ma cosa c'entrano? Gli innocenti non finiscono in carcere”, è l'irreale risposta di Bonafede che viene subito smentito dalla Cuzzocrea. Quest'ultima, infatti, sfodera un'arma inattaccabile, quella dei numeri: “No scusi, dal 1992 al 2018 27mila persone sono state risarcite dallo Stato perché erano finite in carcere da innocenti. Quindi gli innocenti finiscono in carcere”. Cala il sipario, sperando che Bonafede abbia appreso una preziosa lezione ed eviti in futuro baggianate del calibro di “gli innocenti non finiscono in carcere”. #Cuzzocrea:"Ogni tanto pensa agli innocenti che finiscono in carcere?"#Bonafede:"Gli innocenti non finiscono in carcere". Cuzzocrea:"Dal '92 al 2018, 27mila persone sono state risarcite per essere finite in carcere da innocenti". Ed è Ministro della Giustizia!#ottoemezzo pic.twitter.com/WCF81FrfZz— Pietro Raffa (@pietroraffa) January 23, 2020

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