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Emilia Romagna, l'affluenza alle 19 sfiora il 60%: gli analisti, perché il dato può favorire la Borgonzoni

Davide Locano
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Il giorno del voto in Emilia Romagna e Calabria, urne aperte dalle 7 alle 23 per scegliere il nuovo presidente. Nel dettaglio, sono chiamati alle urne 3.515.000 elettori emiliano-romagnoli e 1.959.050 calabresi. E l'affluenza, anche alle 19, si conferma altissima: un botto clamoroso. In Emilia Romagna alle 19 sono andati al seggio il 59,2% degli elettori, contro il 30,8% del 2014. In Calabria il dato è pari al 35,1 per cento. Entrambi i dati sono parziali. Anche alle 12 l'affluenza suggeriva numeri altissimi, sopra alle aspettative, soprattutto in Emilia Romagna dove aveva superato il 23%, in crescita di 12 punti percentuali contro il 2014. Alle 12, incremento più contenuto in Calabria: l'affluenza era superiore al 10 per cento. Leggi anche: Emilia Romagna, Vittorio Feltri: Pd-M5s, zombie destinati alla tomba Come interpretare questo voto? Secondo quanto riferito dagli analisti alla viglia e durante il voto, una partecipazione superiore al 37% ma inferiore al 60% potrebbe essere un buon segnale per il centrosinistra (per l'effetto delle Sardine e del voto disgiunto che potrebbe avvantaggiare Stefano Bonaccini). Un dato superiore al 60%, al contrario, potrebbe favorire Lucia Borgonzoni e il centrodestra: un voto così massivo potrebbe essere dovuto alla volontà di dare un fortissimo segnale contro il governo di Pd e M5s, che se sconfitto potrebbe essere costretto alla resa. In considerazione del dato delle 19, insomma, la Lega e la Borgonzoni potrebbero nutrire ottime speranze circa l'esito della consultazione.

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