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Valeria Ciarambino, la donna della crisi. Candida il ministro Costa per il M5s in Campania, guerra al Pd

Giulio Bucchi
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Si chiama Valeria Ciarambino la grillina che più o meno inconsapevolmente potrebbe far esplodere l'alleanza di governo tra Pd e M5s. La data chiave, salvo scossoni renziani precedenti, potrebbe essere il voto alle regionali in Campania. La capogruppo del Movimento in Regione era in predicato di ricandidarsi governatore, ma ha scelto di fare un passo indietro lanciando, invece, la candidatura di Sergio Costa, il ministro dell'Ambiente. Scelta pesante: innanzitutto, perché in caso di successo toglierebbe alla squadra di Giuseppe Conte un esponente di spicco dei 5 Stelle, e poi perché certifica la rottura, in Campania, con i dem di Vincenzo De Luca. Due candidature opposto e una campagna elettorale che si annuncia all'ultimo sangue. Perché in Campania, a differenza che in Calabria ed Emilia, i 5 Stelle vogliono e possono vincere e la candidatura pesante lo conferma: non ci saranno sconti agli alleati romani. Una trama già vista alle elezioni europee del 2019, antipasto della rottura con la Lega di Matteo Salvini.   Leggi anche: "Da giorni Conte e Pd cercano una nuova maggioranza". La Boschi smaschera gli "alleati" "La decisione l'ho presa domenica sera, ma ci pensavo da un po' di tempo - ha spiegato la Ciarambino al Fatto quotidiano -. Io amo la mia terra, e in questi cinque anni all'opposizione ho lavorato con tutto il Movimento per aiutarla. Ma adesso tutto questo impegno deve tradursi in un cambiamento vero". Già contraria all'alleanza con il Pd, la Ciarambino ha voluto Costa perché "convinta che serva un uomo che aggreghi i cittadini e più forze, più mondi: una figura che da anni si batte per la tutela dell'ambiente e la legalità. Io propongo un' alleanza a tutti coloro che vogliono fare il bene della Campania". Tutto molto bello, peccato che i dem non la pensino così. La capogruppo ha deciso in autonomia rispetto ai vertici nazionali: "È stata una mia decisione. L'ho comunicata domenica al capo reggente politica Vito Crimi, e poi ho chiamato tanti dei nostri, come Luigi Di Maio e Roberto Fico". Che, evidentemente, sono d'accordo e si preparano al possibile big bang nazionale. 

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