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Renzi, leader mattiniero: convoca la prima segreteria al Nazareno alle 7

"Doppio ruolo? Andrò avanti e indietro tra Firenze e Roma"
domenica 15 dicembre 2013
Renzi, leader mattiniero: convoca la prima segreteria al Nazareno alle 7

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Firenze, 10 dic. - (Adnkronos/Ign) - Il neo segretario del Pd Matteo Renzi ha convocato la prima segreteria del partito per domani mattina alle 7 al Nazareno. Lo annuncia lo stesso sindaco di Firenze parlando con i giornalisti a margine di una sua visita a una scuola elementare della città. "La prima segreteria è convocata alle 7 - spiega - e si inizierà alle 7.30. Ci vogliamo dare una linea che è quella secondo la quale le segreterie si fanno la mattina dalle 7.30 alle 9". Ma come riuscirà a conciliare il doppio ruolo di sindaco e il segretario del Pd? "Io faccio le mie iniziative da sindaco a Firenze e poi vado avanti e indietro tra Firenze e Roma", risponde Renzi alla domanda. Certo è che l'inziativa del 'rottamatore' spiazza i suoi. "Mi sa che abdicherò da capocorrente dei #GinDem. Inconciliabile con la segreteria @pdnetwork alle 7 del mattino", scherza su twitter Francesco Nicodemo, neoresponsabile della Comunicazione della segreteria di Renzi. Intanto, circa un centinaio di parlamentari che hanno sostenuto la candidatura di Gianni Cuperlo alla segreteria si sono riuniti per fare il punto dopo l'avvio dell'era Renzi. Sul tavolo, in particolare, una decisione: quella di rifiutare definitivamente o meno l'offerta di Renzi a partecipare alla gestione del partito. L'incontro, a quanto apprende l'Adnkronos, non si è concluso con un punto fermo. "Ci siamo aggiornati -spiega Matteo Orfini- mancavano ancora degli interventi". Orfini, insieme all'area dei cosidetti 'giovani turchi', è tra quelli che spingono perché Cuperlo accetti l'offerta, formulata ieri da Renzi, di presiedere l'assemblea del Pd. Alla riunione di oggi il ministro Andrea Orlando si è fatto portavoce della richiesta chiedendo a Cuperlo di accettare. Non sarebbe 'consociativismo', ha detto Orlando, ognuno mantiene la sua autonomia ma "dobbiamo dire no assolutamente alle tentazioni di Aventino, non avrebbe senso", è stato il ragionamento del ministro. Da parte sua, Cuperlo si è preso ancora tempo per riflettere. "Personalmente lui sarebbe determinato a non accettare, ma vediamo", viene spiegato dai suoi. Intanto anche dal fronte renziano si auspica un ripensamento. "C'è tempo da qui a domenica", quando si terrà l'assemblea a Milano, "vediamo se Cuperlo cambia idea. Noi lo vorremmo", spiega un big della segreteria di Renzi. Pippo Civati, invece, fa il punto dell'esito primarie sul suo blog. "Non faremo una corrente, faremo una campagna permanente sui temi che ci stanno a cuore", scrive. "Ho sempre pensato che fossimo la componente buddista del Pd (che in effetti mancava, perché le correnti, per chi non lo avesse capito, ci saranno ancora, anche dentro alla nuova maggioranza) e continueremo così", aggiunge il deputato dem. "La corrente che vorremmo creare non è tra i politici, ma nella società. In collaborazione con le persone migliori che abbiamo conosciuto, in un confronto continuo con Fabrizio Barca e Stefano Rodotà e i giovanissimi interpreti della nostra sfida", scrive Civati sottolineando "non preoccupatevi. Qui non molla nessuno, nessuno si adegua, nessuno cambierà". L'esponente del Pd spiega ancora: "Non ci interessano gli equilibri, i posti, il potere, faremo valere le nostre ragioni in totale autonomia. A chi si chiede perché Filippo Taddei, uno dei migliori tra i nostri, sia entrato in segreteria, rispondo che le illazioni di Cuperlo, secondo il quale ci sarebbe un accordo o una nomina da parte mia a cui lui e i suoi si sarebbero sottratti, sono totalmente infondate. Che io non ho nominato nessuno, anzi. Era Renzi ad avere bisogno di uno bravo in economia, e noi ce l'avevamo. Una scelta del nuovo segretario a cui sarebbe stato folle opporsi, per chi crede nella qualità delle persone e nelle cose da fare. Che sono complesse e ci vogliono quelli bravi". Civati avverte: "Se pensate che abbiamo finito qui, insomma, vi sbagliate. Purtroppo per gli sconfittisti, c'è un precedente. Chi ha perso nel 2012, vince in modo plebiscitario nel 2013. Non è automatico, ma nemmeno impossibile".