Palermo, 13 dic. - (Adnkronos) - Duro botta e risposta all'Assemblea regionale siciliana tra Roberto Di Mauro, capogruppo del Mpa-Pds, e Vincenzo Figuccia, suo vice. O, per meglio dire, ex vice. Perché l'autonomista è stato espulso dal gruppo parlamentare. A causare la decisione è stata l'intenzione, comunicata dall'autonomista proprio a Di Mauro e all'ex presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, di aderire a Forza Italia, una scelta che il capogruppo del Partito dei Siciliani non ha affatto digerito. E che Figuccia giura di aver condiviso con lo stesso presidente Silvio Berlusconi, incontrato domenica e che "mi ha voluto in prima fila alla presentazione dei Club di Forza Italia" assicura. "Prendo atto del fatto che l'onorevole Vincenzo Figuccia, a pochi mesi dalla sua elezione all'Ars grazie ai voti del Partito dei Siciliani-Mpa - dice Di Mauro -, ha intrapreso la carriera del giramondo, cercando nuove sponde per le proprie convenienze personali. Chiunque lo accoglierà avrà modo di verificare che, venute meno o cambiate quelle convenienze, il girovagare ricomincerà alla ricerca di nuovi e più convenienti approdi". Poi la stoccata finale. "Non posso che augurargli buona fortuna" conclude il capogruppo automista, precisando, però, di essere certo che "anche i suoi elettori hanno ormai capito con chi hanno a che fare e quale credibilità abbiano certi personaggi". Ma la risposta di Figuccia arriva a stretto giro di posta. "Di Mauro, come sempre, è in ritardo. Si svegli dal suo letargo e prenda atto del fatto che mi sono già dimesso dal gruppo parlamentare - dice -. Ne ho informato lui e il presidente Lombardo". E poi, spiega ormai ex vice capogruppo del Partito dei Siciliani, i cambi di casacca non sono una rarità in politica, come dimostra la storia dello stesso Di Mauro, transitato dalla Dc a Forza Italia, all'Udc al Ccd ed infine al Mpa, "ovunque ci fosse la possibilità di posti e poltrone da parlamentare, sindaco o assessore" polemizza Figuccia. "A Di Mauro - aggiunge - devono essere sfuggiti tre importanti eventi dell'ultimo mese: la rinascita di Forza Italia, l'elezione di Renzi alla guida del Pd e la decisione della Corte costituzionale sulla legge elettorale". Tutti fattori che stanno determinando "un riassetto del quadro politico, che corrisponde ovviamente alla nascita di nuovi soggetti e nuove forze parlamentari". Così, secondo Figuccia la sua è una scelta per "proseguire sulla strada del rinnovamento e dello svecchiamento della politica, per offrire ai miei elettori e ai miei valori spazi e strumenti di rappresentanza e agibilità". Anzi di più. "Provo tenerezza verso questo collega che alla sua veneranda età resta aggrappato ad un modello politico di cui è massimo rappresentante e vittima nello stesso tempo".




