Milano, 18 dic. (Adnkronos/Ign) - I pm dell'ufficio esecuzione di Milano hanno respinto la richiesta avanzata dai legali di Silvio Berlusconi di poter partecipare al vertice Ppe che si terrà giovedì a Bruxelles. Di fronte alla richiesta di nullaosta temporaneo dopo il ritiro del passaporto per l'ex premier, in seguito alla condanna definitiva a 4 anni per frode fiscale, i magistrati hanno risposto con un no definitivo: la legge numero 1185 del 1967 "non consente alcun tipo di eccezione". Neppure il richiamo della difesa del Cavaliere, secondo la quale la creazione dell'area Schengen, dove si intende libera la circolazione delle persone, ha sostanzialmente allentato le restrizioni precedentemente previste per i condannati dalle legislazioni nazionali, lascia margini ai legali: "Schengen prevede l'abolizione dei controlli alle frontiere, ma non prevede la possibilità di muoversi senza documenti validi per l'espatrio", fanno sapere fonti della Procura. Prima della decisione dei pm sulla questione era intervenuto Sandro Bondi. "Se la magistratura dovesse impedire al presidente Berlusconi di recarsi al vertice del Ppe, senza che nessuna voce delle istituzioni avverta il dovere di segnalare una grave anomalia della nostra vita democratica - aveva dichiarato Bondi - consiglierei Angelino Alfano di declinare l'invito per onorare una storia di cui ha fatto parte e per sollevare un problema che riguarda la nostra democrazia, che pure il suo partito solleva almeno nelle enunciazioni di principio". Intanto il Consiglio superiore della magistratura interviene a tutela dell'intera magistratura per gli attacchi da parte del leader di Forza Italia e per la complessiva campagna mediatica seguita alla sentenza della Cassazione nel processo sui diritti tv. Il plenum del Csm ha approvato, con 22 voti a favore e i voti contrari di 4 laici di centrodestra, la proposta della prima commissione di apertura di una pratica a tutela. Nella delibera approvata il Csm denuncia "denigrazioni" che "compromettono il prestigio della magistratura e la credibilità delle sue funzioni, mettendo a repentaglio i principi sui quali si fonda la convivenza democratica" e una "delegittimazione della funzione giudiziaria". A favore della delibera approvata hanno votato, oltre a tutti i togati, ai laici di sinistra, anche il vicepresidente, Michele Vietti, il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione, Giorgio Santacroce e Gianfranco Ciani, e il laico del Pdl Annibale Marini. "Questi episodi di denigrazione della magistratura - si legge nella delibera - sono del tutto inaccettabili, compromettendo quella fiducia dei cittadini nella giustizia, che è condizione imprescindibile di un'ordinata vita democratica". Per il Csm, attribuire alla magistratura "finalità eversive" è "palesemente privo di fondamento" e "integra una obiettiva delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso". La richiesta di aprire una pratica che tutelasse l'intera magistratura era stata avanzata dai consiglieri di Unicost, ed era "fondata sulla constatazione della sistematica delegittimazione della funzione giudiziaria, dell'indipendenza e del prestigio della magistratura nel suo complesso", realizzata attraverso interventi, come il videomessaggio diffuso da Silvio Berlusconi dopo la sua condanna definitiva per frode fiscale, "tali da determinare un turbamento al regolare svolgimento e alla credibilità della funzione giudiziaria". A stretto giro la replica di Forza Italia. "Come sempre il Csm si dimostra il centro della tutela dello strapotere della magistratura - scrivono in una nota congiunta i capigruppo e vice di Fi alla Camera e al Senato, Paolo Romani, Renato Brunetta, Annamaria Bernini e Mariastella Gelmini - Anziché occuparsi di proteggere i cittadini dagli errori, dalle manchevolezze, dall'arroganza dei magistrati e invece di premiare ed incentivare quei moltissimi magistrati che lavorano in silenzio, rischiando spesso la vita e l'incolumità personale, entra quotidianamente nella vita politica con continue esternazioni contro il leader del centrodestra". "Così facendo - avvertono - si crea un clima negativo nei confronti del presidente Berlusconi ponendosi le condizioni perché la magistratura nel suo complesso non sia serena nei suoi confronti ma anzi lo valuti sempre con pregiudizio".




