Oristano, 29 dic. - (Adnkronos) - E' iniziata in un clima di incertezza la Direzione regionale del Pd sardo, riunita stamani ad Oristano per decidere con urgenza le sorti della candidata alla presidenza della Regione, Francesca Barracciu, vincitrice delle primarie dei dem, ma coinvolta nell'inchiesta della procura di Cagliari sull'uso dei fondi pubblici ai Gruppi del Consiglio regionale. Dopo la riunione di ieri della componente che la sostiene, quella di Renato Soru, e dalla quale non è uscita una linea chiara per la direzione di stamani, e quella di 'Sardegna Più. Meglio' che fa capo a Roberto Deriu (presidente della Provincia di Nuoro), dove invece è stata tracciata una linea di "chiarezza" e chiesto "un segnale di cambiamento all'altezza di cio' che e' emerso dalle primarie che hanno eletto Renzi", anche i giovani del Pd chiedono alla Barracciu "un passo indietro". Stessa linea sostenuta da Sel e Idv, che chiedono candidati in coinvolti nell'inchiesta. Mal di pancia anche per l'alleanza con il Psd'Az, che sostiene Barracciu. Situazione non facile dunque per il centrosinistra sardo, anche all'indomani dell'improvviso decreto di indizione dei comizi elettorali che fissano le elezioni regionali per il 16 febbraio, firmato ieri a tarda sera dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci. Appena il decreto sarà pubblicato sul Buras (Bollettino ufficiale della Regione Sardegna), i partiti avranno 11 giorni di tempo per presentare le liste e 14 per presentare i nomi dei candidati presidenti. E' ipotizzabile dunque che le liste, se il decreto venisse pubblicato giovedì 2 gennaio, debbano essere presentate entro il 13 di gennaio e il nome del candidato presidente entro il 16. La risposta potrebbe arrivare oggi stesso dalla direzione regionale.




