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Luigi Di Maio, l'incubo sul piano di Salvini per farlo fuori dal governo: "Ci sono fin troppi segnali"

di Gino Coaladomenica 12 maggio 2019
Luigi Di Maio, l'incubo sul piano di Salvini per farlo fuori dal governo: "Ci sono fin troppi segnali"

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L'incubo per Luigi Di Maio di restare fuori dal governo con una mossa a tenaglia di Matteo Salvini si sta trasformando gradualmente in una convinzione. Il terrore del grillino è che il leader della Lega aspetti le prossime elezioni Europee per staccare la spina all'esecutivo. A quel punto un governo tecnico sarebbe l'unica strada percorribile, anzi anche preferita da praticamente tutti i partiti in Parlamento: l'esecutivo tecnico servirebbe a scrivere l'ennesima legge di Bilancio "lacrime e sangue", inevitabile per raddrizzare i conti ed evitare l'aumento dell'Iva. A quel punto il piano di Salvini entrerebbe nel vivo: niente elezioni anticipate, ma un governo sostenuto da una maggioranza di centrodestra vecchio stile, con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni di nuovo alleati e garanti della leadership ormai indiscutibile di Salvini. Leggi anche: Di Maio, siamo alle minacce: "Salvini, è l'ultimo giorno utile. Pare che Siri..." Di Maio sembra ormai certo che le cose possano andare in questo modo, anzi secondo un retroscena del Corriere della sera: "Ci sono fin troppi segnali". A cominciare da: "L'intervista di Rixi ieri, poi Giorgetti, la minaccia sull'ultimo avviso e poi le dichiarazioni di Berlusconi, che ha parlato di una nuova maggioranza in Italia e subito dopo ha chiesto al Ppe di allearsi con Salvini. È fin troppo evidente". La strategia leghista però prevede anche che a rompere debba essere lo stesso Di Maio, che da settimane non si spiegava anche gli attacchi leghisti al premier Giuseppe Conte: "Ora si spiegherebbe perché hanno sfidato Conte sulle tasse e continuano a dire di voler fare la flat tax per tutti subito. Sanno di non poterlo fare e la sparano alta solo per fare le vittime in un secondo momento. Useranno il caso Siri come sucsa per la prima rottura irreversibile, ma noi non ci facciamo intimorire". La trappola leghista però sembra ormai avviata.