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Accusano Salvini ma da Cutro a Ramy gli "sciacalli" stavano sempre tra i progressisti

Il nuovo tormentone della sinistra. Il leader della Lega, secondo i compagni, avrebbe cavalcato un caso di cronaca, quello dell’auto sulla folla a Modena, per alimentare la paura dei migranti
di Alberto Busaccamercoledì 20 maggio 2026
Accusano Salvini ma da Cutro a Ramy gli "sciacalli" stavano sempre tra i progressisti

3' di lettura

Salvini? Uno «sciacallo». È questo il nuovo tormentone della sinistra. Il leader della Lega, secondo i compagni, avrebbe cavalcato un caso di cronaca, quello dell’auto sulla folla a Modena, per alimentare la paura dei migranti e cercare di prendere qualche voto.

A dare dello «sciacallo» al vicepremier sono stati, in ordine sparso, Nicola Fratoianni (leader di Avs), Carlo Calenda (leader di Azione), Riccardo Magi (segretario di +Europa), Stefano Vaccari (Pd), Peppe De Cristofaro (Avs), Alessandra Moretti (Pd), Luca Boccoli (Avs), Pasquale Tridico (Movimento Cinque Stelle), Piero De Luca (Pd) e probabilmente pure qualcun altro... E poi l’informazione vicina alla sinistra, da Andrea Scanzi alle inevitabili vignette di Repubblica...

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Il problema è un po’ sempre lo stesso. Da quelle parti sono bravissimi a indignarsi e a dare lezioni di moralità, incuranti di quello che hanno fatto loro per primi. Per dire. Sabato scorso, fino a pochi minuti prima dell’attentato, l’intero campo largo stava attaccando il governo per una neonata morta per ipotermia dopo essere sbarcata a Lampedusa con la mamma. La Meloni si accanisce contro le Ong, ha detto ad esempio Laura Boldrini, incurante «del costo umano di tutto questo. I morti in mare sono aumentati e tra loro ci sono anche bambini, come la piccola morta per ipotermia a Lampedusa in conseguenza della traversata. È così che agisce una “madre cristiana” quando governa?». E il deputato dem Matteo Orfini: «A Lampedusa è arrivata una neonata di un mese morta tra le braccia della madre.

Ma evidentemente questo non è un problema per Giorgia, donna, madre cristiana». Ecco, qui, due esempi di sciacallaggio democratico che non fa indignare le anime belle e nemmeno i vignettisti di Repubblica. Ci mancherebbe... Restando in tema, c’è poi il caso clamoroso della tragedia di Cutro, il naufragio avvenuto il 26 febbraio 2023, nel mar Ionio, in cui morirono 94 persone, inclusi 35 minori.

Anche queste vittime sono state usate dal campo largo per attaccare il governo. Così, tra gli altri, Angelo Bonelli dei Verdi: «Su questa strage pesa una responsabilità politica chiara, quella del governo di Giorgia Meloni, che dopo la tragedia si recò a Cutro per promettere che avrebbe inseguito gli scafisti “lungo tutto il globo terracqueo” ma non ha mai fatto luce sulle scelte e sulle omissioni che hanno portato a quel disastro».

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E poi la morte di Ramy, ricordate? Era il 19enne deceduto a Milano, il 24 novembre 2024, per un incidente in scooter avvenuto dopo un inseguimento da parte dei carabinieri. Nel dubbio, la sinistra si è subito schierata contro le forze dell’ordine, come fa abitualmente.

«Più che un inseguimento sembrava una caccia all’animale», ha sentenziato Ilaria Cucchi di Avs. E un suo collega di partito, Tommaso Gorini, consigliere comunale milanese, ha contestato la scelta di dare l’Ambrogino d’oro ai carabinieri indossando una maglietta con la faccia di Ramy... Sciacallaggio? Vedete voi...

Insomma, potremmo continuare (i dem inginocchiati per la morte di George Floyd, ad esempio...), ma ci siamo capiti. Se usare un caso di cronaca a scopo politico è fare «sciacallaggio», allora sullo «sciacallaggio» i compagni non sono secondi a nessuno...