Silvio Berlusconi non parteciperà al doppio appuntamento di oggi a Roma (parlamentino ex Pdl e ufficio di presidenza) per evitare che una mera approvazioni di bilancio si possa trasformare in un faccia a faccia con Raffaele Fitto, l'unico finora in Forza Italia a mettere in discussione la leadership del partito. Per il Cav i tempi non sono ancora maturi, né tantomeno ha voglia di dare il via all'inevitabile: la conta interna e il rimescolamento delle carte negli equilibri tra le parti in gioco. Volti nuovi - Nel 2018 Berlusconi ha tutte le intenzioni di riproporsi alla guida della coalizione del centrodestra. Avrà 82 anni e qualcuno mugugna che sarebbe più opportuno aprire la strada ai più giovani, a facce fresche, come ha rilanciato Libero aprendo il dibattito sul futuro della galassia del centrodestra. Sul tavolo ci sono i risultati delle Europee, le richieste di primarie e una strategia comune sulle alleanze. La geografia - I più fedeli insistono che per quanto si possa battere i piedi, Silvio Berlusconi rimane l'unico attorno al quale tutto il centrodestra può trovare l'unità che cerca. Lo dice dall'Ncd Nunzia De Girolamo, lo hanno sempre sostenuto i big forzisti etichettati nel "cerchio magico", prevalentemente posizionati al nord come Giovanni Toti, Maristella Gelmini, Michaela Biancofiore, Maria Rosaria Rossi, senza dimenticare la fidanzata Francesca Pascale e Deborah Bergamini, responsabile della comunicazione. Più defilati ma sempre vicini a Berlusconi, scrive affaritaliani.it, ci sono Renato Brunetta e Paolo Romani, che con Toti in particolare non hanno un grande feeling, ma lo ingoiano il rospo pur di non sostenere Fitto e compagni. Dal meridione - L'opposizione più agguerrita arriva dal centro-sud, con una pattuglia di under 50 al fianco dell'ex governatore della Puglia tra i quali spiccano Renata Polverini, Mara Carfagna e Daniele Capezzone. Chiedono una nuova guida scelta con le primarie, ma la concessione del Cav è stata solo sulla scelta del leader di coalizione, per quanto "Non aver affidato il compito di stilare il regolamento a Denis Verdini ma a Laura Ravetto - ha detto la De Girolamo - significa che le primarie del centrodestra non si faranno mai. Perché è Verdini l'uomo macchine dei numeri e delle regole". Fattore Denis - Verdini ha maturato un rapporto tutto suo con il vertice di Forza Italia. Pontista tra la riva berlusconiana e quella del partito democratico su Italicum e riforma del Senato, sempre secondo affaritaliani.it, Verdini ha un ruolo tutto suo: sta con Berlusconi, ma si guarda bene dal finire dentro il cerchio magico o sotto il fuoco del fittiani. Come lui la pitonessa Daniela Santanché, battitrice libera, svincolata dalla cerchia dei fedelissimi, ma lontana anche da Carfagna e compagnia. Sempre più marginale il formattatore Alessandro Cattaneo, indebolito dopo aver perso il ballottaggio nella sua Pavia, alla ricerca di un ruolo in chiave alleanza con la Lega. E poi ci sono gli emergenti, come il nuovo sindaco di Perugia, Andrea Romizi, sul quale Berlusconi ha messo gli occhi e lo vede già come il volto nuovo per il futuro di Forza Italia.




