Torino, 16 gen. (Adnkronos) - "Rivendichiamo in ogni sede la correttezza del nostro operato e la limpidezza delle nostre intenzioni. Proprio per tale ragione, è bene affermare con forza che neanche un solo euro del denaro pubblico è stato oggetto di appropriazione da parte dei consiglieri del gruppo che presiedo". Così Mario Carossa, presidente del gruppo regionale della Lega Nord, dopo le richieste di rinvio a giudizio fatte dai magistrati nell'ambito dell'inchiesta sulle spese pazze in Regione Piemonte, per 40 consiglieri regionali tra cui il governatore Roberto Cota e tutti gli esponenti del Carroccio in Consiglio. Un atto che "non solo non ci sorprende - aggiunge - ma era ampiamente atteso. A questo punto attendiamo la designazione del giudice che dovrà decidere sulla posizione dei consiglieri della Lega Nord per sottoporre a lui, nelle sedi opportune, le articolate difese già in mano ai nostri legali, che giustificano la piena legittimità del nostro comportamento". Carossa sottolinea che "ciascuno di noi risponderà della sua attività politica sul territorio e chiarirà le sue responsabilità nelle sedi opportune. Non posso fare a meno di notare, però, leggendo le sintetiche motivazioni delle richieste di archiviazione di cui ha beneficiato l'intera compagine di sinistra, che fattispecie assimilabili e a volte identiche hanno determinato in taluni casi la richiesta di rinvio a giudizio e in tali altri hanno invece costituito la prova dell'assenza di intenzione appropriativa. Mi pare quanto meno illogico e poco coerente". "L'intreccio tra inchieste penali e contabili nella quasi totalità delle Regioni - ha concluso - sta profondamente pregiudicando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni regionali e facilita improprie confusioni".




