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Coronavirus, lite e urla nella riunione per la chiusura delle scuole

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"L' uscita oggi della notizia dello stop per scuole e atenei è stata completamente improvvida perché non ci siamo lasciati con una decisione finale".  Queste le parole con cui Giuseppe Conte, alle sei di sera di mercoledì 4 marzo, mette le mani avanti sulla chiusura fino al 15 marzo per scuole e università, Sul tema, infatti, il governo ha vissuto un cortocircuito. Come spiega il Fatto Quotidiano le indiscrezioni in merito sono uscite in mattinata su siti, mentre Conte e i suoi ministri erano riuniti dentro palazzo Chigi, tra loro e con membri del Comitato tecnico-scientifico.. È stata per prima l'agenzia Ansa a dare, alle 14, per certa la decisione. "Eppure noi non avevamo ancora deciso nulla - giura un ministro grillino -, perché ci mancava giusto un danno del genere". Ed ecco che la fuga di notizie getta benzina sul fuoco della riunione. Secondo il quotidiano di Travaglio a porte chiuse volano urla, mentre è caccia al responsabile dell'"improvvida uscita".

In molti si schierano subito contro la comunicazione di Palazzo Chigi, in parole povere Rocco Casalino. Ma c'è anche chi incolpa un ministro del Pd. Dal Movimento sussurrano il nome del capodelegazione dem Dario Franceschini. Una situazione pericolosa per una tenuta di governo già parecchio minata: anche se Conte ha poi dato l'ok alla chiusura, gli screzi non terminano.

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