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Coronavirus, retroscena di Augusto Minzolini: "In CdM ipotizzano 10-14mila contagi"

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"Chiudiamo il Parlamento". Questa la soffiata che Augusto Minzolini capta da un angolo del Transatlantico, dove il grillino Luca Carabetta descrive il Palazzo "contagiato". "Da ieri girano voci che chiudiamo il Parlamento. Certo c'è il problema dell'immagine internazionale - prosegue il pentastellato in uno sfogo poi pubblicato sul Giornale -, ma se qui dentro uno prende il Coronavirus, lo prendono tutti". L'unica possibilità è dunque il voto on line, ma non basta, Anche i Cinque Stelle sono dell'idea che serva "l'unità nazionale". E se in Senato il dubbio sui contagi può persistere, non si può dire lo stesso alla Camera. Qui - parola di Minzolini - la presenza del virus è quasi data per scontata. "Non ci sono ancora gli svenimenti per Nico Stumpo di Liberi e Uguali ma non ho dubbi che il virus sia tra noi, non fosse altro per la legge dei grandi numeri. Tant'è che la Camera ha deciso di lavorare a basso regime, di ridurre le sedute d'aula al minimo". 

Per Minzolini però le brutte notizie vanno ben oltre: "Nei vertici tra maggioranza e opposizione e nei consigli dei ministri degli ultimi due giorni - scrive il retroscenista - è emerso un quadro drammatico. Chi vi ha partecipato è rimasto impressionato: si ipotizzano dai 10mila ai 14mila contagi nelle prossime settimane". Numeri che potrebbero far collassare il nostro sistema sanitario: se si superasse la soglia dei diecimila, infatti, il governo sarebbe costretto, almeno nelle intenzioni, ad aumentare del 100 per cento le unità di pneumologia e del 50 i posti di terapia intensiva sul piano nazionale. Insomma, il nostro sistema, così facendo, andrebbe in tilt. 

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