L'ex rutelliano Luigi Lusi, sotto processo per appropriazione indebita di oltre 23 milioni di euro dalle casse dell'estinta Margherita, ha lasciato le aule del processo in ambulanza. Uscito dall'aula di Piazzale Clodio e accompagnato dalla moglie Giovanna Perticone (coinvolta nella stessa indagine e condannata dopo patteggiamento a un anno di reclusione), l'ex tesoriere del partito ha accusato un malore. E' intervenuto il medico del tribunale che ha poi deciso di inviare l'ex politico al pronto soccorso piu' vicino. E gli avvocati, Luca Petrucci e Renato Archidiacono, comunicano prontamente la rinuncia di Lusi all'interrogatorio: "Lusi - ha detto uno dei penalisti in aula - è già stato sottoposto a lunghi interrogatori per oltre 20 ore. Intende confermare quanto già detto e per questo rinunciamo al suo esame e presentiamo i 61 documenti". Il presidente, Laura Di Girolamo, ha poi rinviato l'udienza all'11 ottobre prossimo. I precedenti - Attualmente Lusi è agli arresti domiciliari presso il Santuario della Madonna dei Bisognosi vicino Carsoli in provincia dell'Aquila. E' indagato per aver sottratto i soldi dei rimborsi elettorali grazie all suo incarico di tesoriere della Margherita, creando una contabilità parallela, sfuggita ai controlli dei revisori dei conti perché prelevati in piccola quantità. Secondo l'accusa i soldi sarebbero stati trasferiti in Canada, frazionati in novanta bonifici, sul conto della società TTT srl e Paradiso, della quale era unico proprietario. Infine, approfittando dello scudo fiscale, avrebbe fatto rientrare il capitale, investendo in immobili a Roma e in altre provincie, usando i parenti come prestanome. Il 31 gennaio 2012 su segnalazione della Banca d'Italia, Luigi Lusi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma: l'accusa è appropriazione indebita per aver sottratto la somma di circa 23 milioni dalle casse della Margherita, per scopi personali.




