Roma, 12 giu. (Adnkronos) - Al governo a Roma, alla guida di regioni, province e grandi citta', il Pd ha un "potere enorme ma ha un'identita' un po' fragile che nasce dalla sua straordinaria complessita' interna, a cui non corrisponde, da una parte il mancato rafforzamento dell'identita', dall'altro la mancanza di strumenti per assumersi le responsabilita' e per decidere. Basta il titolo di un giornale che c'e' un pezzo del nostro mondo che va in difficolta'". Lo ha affermato il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, intervenuto al covengo organizzato dalla 'Costituente della idee'. "Siamo rimasti l'unico partito non personale e non riusciamo a volgere in termini positivi questa nostra caratteristica. Dovremmo essere un partito fatto di persone, avere un senso comune, di solidarieta'. In questo senso il problema dell'uso delle primarie e' fondamentale ma a un patto, che la contendibilita' della leadership resti rigorosamente uno strumento e non diventi un fine. Voglio dire che quando c'e' una contesa deve rimanere chiaro il senso della comune appartenenza". "Proprio perche' il Pd e' cosi' complesso dobbiamo porci la questione delle sedi e delle modalita' di decisione. Una comunita' che ha un senso di appartenenza deve accettare le regole. Un partito deve avere degli organismi in cui si discute e organismi ristretti in cui si prendono le decisioni. Un partito complesso deve poter decidere a maggioranza. Non sempre ma quando serve. Se non sai decidere a maggioranza -ha concluso Epifani- non hai identita'. Il congresso e' la sede giusta per affrontare e risolvere questa discussione".




