Milano, 17 dic. (Adnkronos) - La strategia del nuovo segretario del Pd Matteo Renzi, che "dà la priorità alle riforme istituzionali rispetto alla crescita economica, da ottenersi il prima possibile, potrebbe ritorcersi contro di lui, a causa della forte e crescente rabbia degli elettori e dei 'lag' che segnano l'implementazione delle riforme", cioè il tempo che passa dall'approvazione di una riforma agli effetti della stessa. E' quanto osservano Raffaella Tenconi e Laurence Boone, analisti di BofA Merrill Lynch, in un report dedicato all'Italia, "Renzi vs the economy". In media, continuano Boone e Tenconi, "passano come minimo tre anni da quando una riforma viene approvata a quando i suoi effetti diventano visibili per il settore privato. Ciò contrasta con le perdite giornaliere di posti di lavoro, dovute alla debolezza delle imprese e all'elevato carico fiscale. Il tasso di crescita economica che serve per ottenere una riduzione significativa del tasso di disoccupazione, per un punto percentuale, è stimato al 2,5%, ben al di sopra del tasso medio di crescita che ci attendiamo per il 2014 e 2015". "Senza robuste politiche per convincere e dare al settore privato - concludono i due analisti di Bofa Merrill Lynch - miglioramenti significativi nella tassazione, nella burocrazia e nella profittabilità attesa, la disoccupazione aumenterà ulteriormente, poiché i piccoli imprenditori sceglieranno semplicemente di chiudere".




