(Adnkronos) - "Il punto di inizio potra' essere di costo vicino allo zero, trattandosi prevalentemente di riorganizzazioni funzionali dell'esistente; altri punti, di una strategia piu' ampia, ma contenibile in cinque anni, potranno avvenire giovandosi di finanziamenti anche europei (a cui Siena puo' aspirare proprio a causa della sua grande fama). Gli obiettivi di piu' larga prospettiva, collegati alla nuova dimensione geografica, demografica e funzionale della citta', necessiteranno di un'azione politico-amministrativa e urbanistica piu' articolata e di piu' ampio respiro: tradurre l'accorpamento dei Comuni in una nuova, piu' ampia e ambiziosa forma urbis", continua Mazzini. "Come esempio si puo' accennare quello del passaggio dalla citta' delle valli verdi entro le mura, ad una citta', sempre Siena, con all'interno vaste zone di campagna di diverse configurazioni geomorfologiche e anche colturali. Per iniziare questo processo - sostiene Mazzini - si deve individuare rapidamente il germe morfologico della nuova forma urbis, che ne tenga saldo l'eccezionale rapporto tra costruito e spazi aperti, tra l'esistente e il nuovo". "Si puo' azzardare di indicare nella ypsilon storica delle strade che innervano il centro storico e lo collegano con l'esterno, come matrice di una nuova e piu' ampia struttura basata sui nuovi, e in parte esistenti, collegamenti. E' un progetto ambizioso, ma e' l'unica prospettiva per far crescere naturalmente la popolazione e, nello stesso tempo, mantenere, entro un impianto morfologico di nuova continuita' e di piu' grande dimensione, la straordinaria qualita' dell'esistente. Puo' essere anche l'occasione da cogliere per recuperare e riqualificare cio' che negli ultimi decenni ha scalfito il grande disegno urbano di Siena", conclude Mazzini.




