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Matteo Salvini sugli Stati generali dell'economia voluti da Conte: "L'unica certezza è la rissa dentro al governo"

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Ancora non ci sono certezze sugli Stati generali dell’economia, la “grande idea” del premier Giuseppe Conte che ha creato tensioni notevoli all’interno del governo, e in particolare tra i dem. Ormai è risaputo che il ministro Dario Franceschini mal sopporta il presidente del Consiglio, ma il segretario Nicola Zingaretti è stato chiaro a riguardo: rimane al suo posto perché non c’è un’alternativa. “L’unica certezza degli Stati generali, al momento, è la rissa dentro al governo”, è la puntura di Matteo Salvini: “Nel frattempo migliaia di famiglie italiane non hanno ancora ricevuto un euro - continua - l’invasione di clandestini è ripresa senza sosta e gli appelli del presidente Sergio Mattarella per dialogare con l’opposizione sono ignorati”.

A ciò si aggiungono i “drammatici problemi” che si chiamano “giustizia, burocrazia, infrastrutture, rapporti con l’Europa”. Poi l’affondo finale: “Con questo governo l’Italia è in pericolo, quando ci farà sapere cosa ha in mente?”. Una domanda quantomai calzante: non sono ancora stati definiti i dettagli organizzativi degli Stati generali dell’economia, che dovrebbero tenersi giovedì 11 giugno a Villa Pamphili. I lavori dovrebbero andare avanti fino a sabato 13, quando si immagina la conclusione con tanto di conferenza stampa. Nel frattempo le proposte della Lega sono chiare e già sul tavolo: modello Genova per le infrastrutture, flat tax per aiutare milioni di famiglie, no al Mes, porti chiusi ed elezioni politiche il prima possibile.

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