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Coronavirus, il caso dei treni: telefonata di fuoco Speranza-De Micheli, all'origine dell'ultimo caso al governo

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Ogni volta che c'è un treno di mezzo, il governo combina un disastro. Si pensi, all'inizio del lockdown per coronavirus, alla fuga di notizie che innescò la fuga di massa da Milano, alla Stazione Centrale. O si pensi a quanto accaduto nelle ultimissime ore, con la repentina retromarcia circa il 100% dei posti a sedere, prima annunciati e poi subito cancellati. Altra figuraccia per l'esecutivo. Ma che cosa è accaduto, esattamente? Una ricostruzione la offre il Corriere della Sera.

Si deve partire de una premessa: Trenitalia, forse, ha recepito con "troppo entusiasmo" le indicazioni del decreto di Giuseppe Conte, i cui si parla del fatto che in alcuni casi specifici si può non prevedere nei trasporti il distanziamento di un metro. Dunque, il gruppo ha comunicato: si torna a riempire i vagoni. Furibondo Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute, che si rivolge a Roberto Speranza, titolare del dicastero. E a quel punto, spiega il Corsera, Speranza telefona a Paola De Micheli, ministro di Infrastrutture e Trasporti. Telefonata di fuoco: "Ma come avete pensato di fare una cosa del genere senza avvertirmi?", alza la voce Speranza.

 

Da par suo la De Micheli prova a spiegargli che nulla è stato fatto alle sue spalle: il Dpcm prevede le deroghe ed è pubblico. Dunque, a sera, la De Micheli fa diffondere le linee guida del ministero: possibili le eccezioni, ma con condizioni talmente stringenti da rendere impossibile il riempimento dei treni al 100 per cento. E la De Micheli provava a spiegare che "il governo non ha mai autorizzato il riempimento dei treni come prima del coronavirus". Niente da fare, però, la furia di Speranza non scema. 

Si arriva così a ieri, sabato 2 agosto, in cui ad arrabbiarsi è la De Micheli, stufa di essere tirata in mezzo come accadde per il caso-Autostrade. Dunque, il ministro dei Trasporti suggerisce a Speranza di firmare lui, in prima persona, l'ordinanza che avrebbe fatto chiarezza sul caso dei treni. Il ministro della Salute, dopo un consulto con Conte e Cts, decide di farlo e reintroduce l'obbligo di distanziamento sui treni. Una vicenda che dimostra come il governo abbia grossi, profondi problemi anche semplicemente a parlarsi.

 

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