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Roberto Maroni, candidato della Lega a sindaco di Milano. Albertini: "Sì, ma c'è un unico problema"

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"Può farcela". Roberto Maroni torna in pista e prende piede l'ipotesi di una candidatura, clamorosa, a sindaco di Milano. L'ex primo cittadino Gabriele Albertini, intervistato dal Quotidiano nazionale, dice la sua sul leghista, ex governatore della Lombardia. "Credo sia presto per parlarne. In ogni caso, Milano per il centrodestra è assolutamente contendibile". E Bobo potrebbe essere la persona giusta: "Penso che Maroni, parlando della candidatura a sindaco di Varese e intervenendo spesso in tv e sui giornali, abbia voglia di tornare a fare politica, dopo due anni sabbatici. Ha ritirato fuori l'istinto del politico professionista e professionale, perché lui ha governato".

 

 

 

"Con Zaia e Giorgetti - sottolinea Albertini -, rappresenta la Lega moderata e di governo, a differenza della Lega populista e demagogica di Salvini. Ha fatto varie esperienze sia a livello nazionale, il ministro, che locale, il presidente della Regione Lombardia. Per questi motivi può aspirare a fare il sindaco di Milano. E se la può giocare".

 

 

Un'unica incognita, secondo l'ex sindaco berlusconiano: "Il popolo di Milano è molto moderno e poco ideologico. Le esperienze passate dimostrano che i milanesi hanno sempre premiato l'impegno e non l'appartenenza. E Maroni, pur essendo un uomo di governo, è certamente un uomo di appartenenza, è nato leghista e lo è rimasto. Ha un profilo diverso dal mio o da quello di Sala, di Letizia Moratti e di Pisapia". L'ideale, spiega, sarebbe "un candidato neutrale", se non proprio "il manager" evocato da Salvini. Nomi per il 2021? "Il rettore del Politecnico, Ferruccio Resta e l'imprenditore Sergio Dompé", azzarda Albertini. 

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