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Giuseppe Conte, Luigi Bisignani: contatto Bruxelles-Sergio Mattarella, i dubbi sui conti presentati all'Europa

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Sicuri che la poltrona a Palazzo Chigi sia davvero blindata? Sicuri che Giuseppe Conte, dopo le regionali, sia in una botte di ferro? Chi ha dei dubbi è Luigi Bisignani. E li esprime in un'intervento su Il Tempo di domenica 4 ottobre, in cui premette che "Conte il triangolo no, non l'aveva considerato. Roma, Bruxelles e Berlino sono oggi diventate per lui come il triangolo delle Bermude  in cui, da un momento all'altro, rischia di inabissarsi il suo intrepido volo nella galassia del potere", scrive l'uomo che sussurra ai potenti.

 

Il punto è che a Bruxelles temono che da Roma arrivino conti taroccati: "Il sospetto della Commissione è che la Nota di aggiornamento al Def, snodo fondamentale per i conti pubblici, tarda ad arrivare dal momento che l'Ufficio Parlamentare di Bilancio, sembra d'intesa riservatamente con il Quirinale, ha fatto sapere al Governo che questa volta non è assolutamente disposto a validare un quadro macroeconomico completamente falsato da poste finanziate dagli aiuti europei, ad oggi peraltro solo proclamati". Insomma, un grosso caso. Nessuno, in buona sostanza, crederebbe più a Conte, tanto che, aggiunge Bisignani, "Zingaretti, Di Maio, Renzi e Speranza sono pronti a presentargli il conto". Il tutto "mentre è in corso una bizzarra quanto serrata trattativa all'interno della maggioranza, con il Pd che non intende avallare lo scempio dei numeri di Conte senza la revisione dei decreti di Salvini come contropartita". 

 

Dunque Bisignani snocciola le cifre, sottolineando come in altri tempi  un aumento del deficit dal 5,7% tendenziale al 7% programmatico per il 2021, come ha intenzione di fare l'Esecutivo, avrebbe portato l'Italia fuori dall'Europa. E quello che Sergio Mattarella non vuole neppure sentire, proprio nel momento in cui lui stesso tenterà di giocarsi la carta della riconferma". Infine il capitolo-Berlino, ovvero Angela Merkel, con cui qualcosa sta cambiando. Si pensi che nei giorni scorsi nei saloni della Farnesina "si è svolto un incontro insolitamente lungo tra Giggino e Armin Laschet, Ministro presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia, uno dei cinque vice presidenti dell'Unione Cristiano Democratica di Germania, delfino della stessa Merkel in visita in Italia". Insomma, più Di Maio che Conte, anche se di cosa abbia parlato il grillino col tedesco non è stato reso noto. Ma Bisignani, citando fonti diplomatiche, riferisce che ci sia stato "un nuovo avvicinamento con il Ppe". E se il M5s entrasse nel Ppe "molte cose cambierebbero". Anche per Conte, che stando al titolo proposto dal Tempo è avvolto in "una stretta mortale".

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