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Maria Elena Boschi contro il Pd: "Immagino il dolore del loro popolo, ora stanno con Alessandro Di Battista"

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Maria Elena Boschi fa sapere che i senatori di Italia Viva non seguiranno Riccardo Nencini che ha votato la fiducia a Conte. Il suo è comunque un appello alla moderazione: "Noi volevamo e vogliamo fare accordi. Quando avranno finito con il mercato delle poltrone, se vorranno, potranno parlare con noi", spiega l'ex ministro che però non lesina critiche al premier. "Si era preso una settimana per formare una maggioranza al Senato. Non ci è riuscito. Non so se sia la strada giusta provarci ancora. Un premier dovrebbe occuparsi di vaccini, scuole e lavoro. Non di come acquisire il consenso dei senatori con trattative infinite. Noi siamo quelli che si dimettono, non che chiedono posti", precisa. 

Dunque, le bordate contro il Pd. Quando le chiedono come siano andate davvero le cose (si parlava di una sponda dem a IV prima che si aprisse la crisi), ecco che la Boschi replica: "Basta leggere la rassegna stampa degli ultimi sei mesi. E tuttavia non siamo persona de impaurirsi per la scelta del Pd - rimarca -. Immagino il dolore del popol dem quando capiranno che il Pd ha scelto di abbandonare Teresa Bellanova per Di Battista e Polverini", sottolinea tagliente.

 

 

Non parla delle indiscrezioni sull'offerta per lei da parte di Conte di un ministero: "Non ho mai raccontato i miei scambi d'opinione con il premier, non inizierò adesso. So che Iv ha scritto una lunga lettera sui contenuti alla quale Conte non ha nemmeno risposto e questo mi sembra un errore politico e una scorrettezza istituzionale". Rimane ottimista sulla tenuta del gruppo dei renziani a Palazzo Madama: "Mi colpisce che l'obiettivo del governo sia diventato combattere Italia Viva, anziché combattere il virus. I nostri colleghi parlamentari sono persone di livello e qualità, chi le considera un numero per il quorum compie un errore e manca loro di rispetto".

Nelle commissioni al Senato bloccherete il governo? "No. Se ci sono cose buone voteremo a favore come abbiamo fatto ieri sullo scostamento di bilancio per i ristori. Non voteremo però ciò che non condividiamo", rivela in una intervista alla Stampa.  E, in conclusione ribadisce ancora la sua perplessità su Conte: "Un leader però che cambia tre maggioranze in tre anni, che cambia idea pur di restare dov' è, che cambia compagni di viaggio ma non cambia il Paese sta mettendo se stesso davanti alle esigenze degli italiani. Spero che sia chiaro: noi volevamo e vogliamo fare accordi. Ma chi vuol trattare con noi deve parlare di scuola sanità e ambiente non offrirci qualche scranno", conclude.

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