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M5s, alla Camera il "gruppo-Di Battista?": nasce "L'alternativa c'è", dentro gli espulsi

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Prende forma alla Camera il gruppo dei dissidenti pentastellati espulsi dal Movimento dopo il no alla fiducia a Mario Draghi. È nata, infatti, una nuova componente all’interno del gruppo Misto a Montecitorio: si chiama “L’alternativa c’è” e conta 13 ex grillini, ma presto potrebbero aggiungersene degli altri. Il nome deriva dallo slogan pronunciato dai ribelli in Aula il giorno della fiducia, proprio per esprimere dissenso rispetto al nuovo esecutivo. 

 

 

 

Gli ex membri del M5s, quindi, non hanno perso tempo e oggi, dopo una riunione alla Camera, hanno deciso di dar vita alla nuova componente, in cui sono confluiti – come riporta Repubblica - Massimo Enrico Baroni, Pino Cabras, Andrea Colletti, Emanuela Corda, Paolo Giuliodori, Alvise Maniero, Maria Laura Paxia, Francesco Sapia, Arianna Spessotto, Rosa Alba Testamento, Raffaele Trano e Andrea Vallascas.

 

 

 

Non si tratta ancora di un partito, ma di una "sponda parlamentare con cui intendiamo dare un aiuto modesto e paziente alla costruzione di una opposizione in Italia. Un'alternativa politica, plurale", ha spiegato Cabras. L’alternativa c’è, quindi, sarebbe l’unica forza d’opposizione in Parlamento insieme a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E sull’eventualità che sia Alessandro Di Battista a guidare il gruppo dei ribelli, la deputata Paxia si mostra possibilista. “Il suo sarebbe un supporto graditissimo, se vuole dare una mano siamo contenti ma in prima linea ci siamo noi in Parlamento: dobbiamo dimostrare di saper fare opposizione". L’obiettivo finale dei dissidenti, comunque, sono le presidenze delle Commissioni di garanzia, che ora sarebbero tutte appannaggio del partito della Meloni. "Non solo Vigilanza Rai - ammette Cabras - vorremmo dire qualcosa anche su Copasir e Cassa depositi e prestiti”.

 

 

 

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