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Governo, voto di fiducia e Draghi al Quirinale: ecco cosa sta per accadere

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Il governo adesso è davvero appeso a un filo. Il motivo è chiaro ed è tutto nel testo delle due risoluzioni che sono state messe ai voti in Senato. La prima è quella del centrodestra che prevede un proseguimento dell'esperienza di Draghi a palazzo Chigi a patto che il nuovo governo (il Draghi bis) sia sostenuto da una maggioranza senza i Cinque Stelle. La seconda, quella a firma Pierferdinando Casini, prevede un voto sulle comunicazioni del premier senza entrare nel merito di nuovi governi o nuove maggioranze.

 

 

Ma attenzione, è qui il nodo più importante da sciogliere per capire cosa accadrà: il centrodestra ha fatto sapere che voterà solo la propria risoluzione astenendosi su quella Casini. E proprio sulla risoluzione Casini è stata posta la questione di fiducia. Insomma, tradotto: il centrodestra non voterebbe la fiducia al governo Draghi, schierandosi sulla strada dell'astensione. Un gesto che potrebbe mettere la parola fine all'esperienza di governo di Mario Draghi.

 

 

E il motivo è presto detto: la crisi è scoppiata per il rifiuto dei Cinque Stelle di votare la fiducia al governo sul dl Aiuti. Anche in quel caso ci fu astensione, poi la slavina che ci ha portato alla resa dei conti di oggi. Il non voto di Lega e Forza Italia sulla questione di fiducia posta dal premier sulla risoluzione Casini è il canto del cigno del governo.  Probabilmente dopo il voto in Aula, Mario Draghi salirà al Colle per confermare le sue dimissioni. Salvo colpi di scena all'ultimo minuto...

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