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Meloni, Lamberto Dini: "La più influente d'Europa. Perché è vincente"

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Lamberto Dini non usa giri di parole e in un'intervista a Formiche.net di fatto elogia il premier Giorgia Meloni. "La linea che ha assunto Meloni in politica estera è molto chiara: sostegno all’Ucraina, il paese aggredito, e filo atlantismo. Peraltro anche la scelta di continuare a mandare aiuti militari a Kiev è molto significativa", premette l'ex premier. Poi arriva il peana per la Meloni: "Meloni si sta ritagliando un ruolo importante in Europa, non a caso viene considerata la donna più influente del Vecchio Continente. Riscuote una grande popolarità, determinata da una serie di fattori. In primis la sua personalità. È brava, è molto preparata e ha una grande capacità persuasiva. Al netto di qualche inciampo iniziale (il dl Rave e ora il caso Cospito), Meloni è una garanzia di stabilità. E sa perché? Perché sta portando avanti politiche centriste: questa è la linea vincente. Quasi un metodo democristiano".

 

Insomma, secondo Dini, finora la Meloni non ha sbagliato una sola mossa. E sul valzer di poltrone e le lagne dem, Dini è diretto: "Chi ha praticato maggiormente, nella storia, lo spoils system è stato il Partito Democratico nelle sue diverse articolazioni. E spesso utilizzando questo sistema per ricollocare persone che non erano più riuscite ad essere elette. Il premier, al contrario, mi pare si sia dimostrata estremamente pragmatica e cauta". Infine arriva anche una considerazione sulla politica estera in Nord Africa: "Il piano “Mattei” è un’ottima intuizione. In sostanza è la volontà di consolidare i rapporti (soprattutto economici) con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo a partire dall’Algeria e dalla Libia. L’Italia, con questi Paesi, aveva già buoni rapporti. Ora, però, stringerli ulteriormente e rinsaldare partenariati in chiave mediterranea è estremamente positivo. Con la Libia avevamo rapporti ottimi, poi nel 2010 crollò tutto. Meloni deve ripartire da lì". E sull'agenda del governo la Libia ha un posto importante come tutto il Nord Africa. Basti pensare ad esempio ai recenti accordi con l'Algeria sul fronte energetico. Il governo proverà a riallacciare il filo spezzato dalla Francia che in modo scientifico ha programmato la caduta di Gheddafi.

 

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