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Elly Schlein, "rottura": tam-tam impazzito su Bonaccini

Enrico Paoli
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Sì, d’accordo, i nomi messi sul tavolo dalla neo segretaria del Pd, Elly Schlein, sono quelli noti: Chiara Braga e Francesco Boccia, rispettivamente capigruppo di Camera e Senato. Ma che succede oggi alla riunione dei parlamentari dem? Ecco, di fronte ad una domanda facile facile, la sventagliata di risposte varia dal «boh» al «non so». L’unica certezza, insomma, è l’incertezza. E in un partito destinato a sfaldarsi per gli effetti di un correntismo esasperato, l’autoritarismo della Elly rischia di essere devastante.

 

 


E allora, come ad una mano poker, proviamo a «vedere». Elly mantiene il punto, confermando la candidatura di Boccia e Braga, facendo un favore a se stessa con il primo e a Dario Franceschini con il secondo. Una ventata di novità, insomma, sbattuta in faccia a Stefano Bonaccini e chi voleva superare certe logiche, tornate ad essere la regola. Del resto a manovrare sono sempre gli stessi di prima. «Liberi», dicono dal Nazareno, «i parlamentari di fare le loro scelte» su quelli o altri nomi nella votazione di martedì, che resta confermata. Dalla riunione dei parlamentari che hanno sostenuto Bonaccini, disertata dai 21 parlamentari “neo ulivisti” che hanno già comunicato di non voler contrapporre «proposte alternative» ai nomi proposti dalla segretaria, è uscito una sorta di ultimatum alla segreteria. Perché la storia, si sa, la scrivono i vincitori, e Bonaccini teme di non veder arrivare il futuro prossimo venturo, sentendosi vinto due volte. Ma gli ultimatum servono a poco. Solo rompendo, sarebbe un atto serio.

 

 

 

Al massimo aprirà la crisi. Anche se alla fine, con “un volemose bene” potrebbe risolversi tutto. Del resto ai “bonacciniani”, dicono dal Nazareno, toccherà in dote qualche posto in più in segreteria. Spiccioli, insomma. Saranno, dunque, Base Riformista, la corrente ex renziana del presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, e gli altri parlmentari che hanno sostenuto Bonaccini, e partecipato alla riunione di ieri l’altro, a dover decidere se voler candidare altri nomi in votazione martedì diversi da Boccia e Braga, proposti dalla segretaria. O se magari non contrapporre altre candidature ma astenersi dal voto. Decisioni che saranno prese questa sera, dopo la prima riunione della Schlein dal giorno della sua elezioni con i parlamentari dem di Camera e Senato, in programma oggi alle 17. Di fatto è un po’ come se il Pd fosse dentro delle eterne primarie, un loop dal quale non riesce ad uscire. 

 

 

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