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Meloni, fango dal piddino Giani: "Approccio poliziesco", scoppia il caso

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Lo stato d'emergenza sui migranti scatena l'indignazione di sinistra. "Non dico no al commissario Valerio Valenti, persona che stimo - precisa il presidente della Toscana Eugenio Giani -. Dico no all'approccio della questione: un approccio di ordine pubblico. Direi poliziesco. Dobbiamo guardare il fenomeno nella sua complessità, non pensare solo alla sicurezza". Intervistato dal Giorno per l'esponente del Partito democratico il problema va affrontato insieme: "La condivisione finora non c'è mai stata su questa emergenza. Bisogna pensare anche all'accoglienza, all'alfabetizzazione, all'inserimento sociale e lavorativo. Finora il governo ha solamente guardato dall'alto cosa stava accadendo nel Mediterraneo. Intanto le Regioni sono state in prima fila".

 

 

Insomma, per Giani "non basta mettere un commissario, seppur bravo, per affrontare la questione. Ci vuole un'intesa Stato-Regioni in cui tutti i soggetti sono coinvolti e ascoltati". Sui Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) "non diamo fiato ai pregiudizi. Chi delinque tra i migranti è una minima parte. Quando arrivano in Italia, dopo viaggi disperati, queste persone sono disorientate. Qualcuno, se non instradato, può cadere anche nelle mani della delinquenza".

 

 

Da qui la necessità di cambiare la strategia, una chiara frecciata a Giorgia Meloni: "I centri per il rimpatrio devono diventare centri d'accoglienza integrata. I Cpr, così modificati, devono essere luoghi di ascolto e di indirizzo, non mini-lager dove c'è anche abuso di psicofarmaci". E per farlo servono servono accordi con i Paesi di origine dei migranti. "Se una persona delinque intanto viene messa in carcere. Poi si pensa al rimpatrio, oppure se il reato è lieve anche a misure alternative alla detenzione".

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