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Camera, più portaborse per tutti: casta, l'ultimo scandalo

Elisa Calessi
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Più personale della pubblica amministrazione alle dipendenze delle segreterie dei deputati che ricoprono incarichi istituzionali, vedi i presidenti di commissione o i componenti degli uffici di presidenza. Ovviamente pagati dalla Camera dei deputati, che dunque avrebbe dal prossimo anno un aumento di spesa. È quello che chiede un ordine del giorno al bilancio della Camera dei deputati che è all’esame di Montecitorio e che dovrebbe andare in votazione giovedì 28 luglio. La richiesta è trasversale, è stata presentata da esponenti di gruppi parlamentari non solo di maggioranza. Nel dettaglio porta la firma di Lega, Azione-Iv, FdI, Noi Moderati, Pd e Fi. In pratica si chiede di avere segreterie più corpose, oltre a quelle già esistenti che sono già di tutto rispetto.

 


NEL DETTAGLIO
Ma vediamo, nel dettaglio, cosa dice l’ordine del giorno e come viene motivata questa richiesta. Nel testo, ancora non pubblico ma che Libero ha potuto visionare, si ricorda la possibilità, già prevista dalle legge, di utilizzare personale della PA “in comando”, cioè momentaneamente spostato in un ramo del Parlamento, presso questa o quella segreteria degli onorevoli -presidenti (o membri dell’ufficio di presidenza). Come ricorda l’odg, la legge già consente ai deputati-presidenti o con altri incarichi istituzionali di avvalersi per le loro segreterie di “addetti esterni” all’amministrazione di Montecitorio, pescandoli dal pubblico impiego, una volta che venga concesso il distacco o il comando. Ciascun presidente, del resto, dispone già di una dotazione per la propria segretaria. Ed è piuttosto ampia. Il numero varia a seconda dell’incarico e dei soldi previsti dal bilancio della Camera. Fin qui il presente.

Con questo atto si chiede di averne di più. Si chiede, come si legge nell’odg, di “incrementare la presenza in tali uffici di segreteria di personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni o da organismi a totale o parziale partecipazione pubblica”. Oltretutto, si aggiunge a giustificazione, in questo modo si favorirebbe “lo scambio di esperienze professionali tra pubblico e privato”. Il personale in più, continua il testo, potrebbe essere anche preso dai gruppi parlamentari, dove già esistono professionalità che potrebbero essere utilizzate. Non solo: si ricorda che il Senato già si avvale di una norma di questo tipo, per cui i senatori-presidenti pescano altro personale dal pubblico. Come dire: gli altri lo fanno perché noi no?

Premesso tutto questo, si invita “l’Ufficio di presidenza e il Collegio dei questori” a “rafforzare la presenza di addetti esterni dipendenti dalle pubbliche amministrazioni o da organismi a totale o parziale partecipazione pubblica, nonché del personale dei gruppi parlamentari presso gli uffici di segreteria dei deputati titolari di incarichi istituzionali”. Chi paga questo personale in più nelle segreterie dei deputati-presidenti o membri degli uffici di presidenza? Gli oneri, ovviamente, sono “a carico del bilancio della Camera”.

 


 

DOPPIO VANTAGGIO
La proposta ha un doppio vantaggio: gli onorevoli-presidenti potrebbero godere di una segreteria più nutrita e poi potrebbero offrire posti di lavoro davvero vantaggiosi. Non solo perché ben pagati, ma perché gli impiegati distaccati o in comando presso gli uffici degli onorevoli, potrebbero godere di una libertà di orario e di modalità che nel pubblico impiego si sognano. Tanto per dire, non dovrebbero timbrare il cartellino e non avrebbero un orario definito. Il fatto che sia trasversale significa che la richiesta, sicuramente, è arrivata da tanti presidenti e membri dell’ufficio di presidenza. Mercoledì l’ufficio di presidenza della Camera esprimerà il parere sull’ordine del giorno. E’ scontato che sia a favore, visto che a firmarlo è stata un’amplissima maggioranza, allargata anche a due gruppi dell’opposizione. A quel punto giovedì dovrebbe essere votato insieme al bilancio. Per diventare operativo ovviamente servirà una delibera dell’ufficio di presidenza, ma se l’ordine del giorno è approvato, il passo è quasi obbligato. 

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