Cerca
Logo
Cerca
+

Sinistra, una legge per vietare le critiche all'islam: "Italia come Teheran"

Fabio Rubini
  • a
  • a
  • a

In Europa e negli Stati Uniti cresce la schiera di coloro che gridano all’islamofobia e che vorrebbero una legislazione che vieti le critiche agli appartenenti a quella religione. Un provvedimento sulla falsariga di quelli che negli anni passati Bruxelles ha emanato a profusione per tutelare rom e sinti. A denunciare questa tendenza è stata l’europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri durante il suo intervento nel corso della seduta plenaria dell’Eurocamera, che discuteva della minaccia del terrorismo islamico in Europa.

«In Belgio - ha spiegato Tovaglieri- associazioni e partiti di sinistra spingono per una legge che vieti di criticare l’Islam, consegnandoci direttamente nelle mani di chi vuole trasformare l’Europa in una succursale di Teheran».

 

 

Il riferimento dell’esponente del Carroccio è a un documento che in Belgio circola da tempo e che mira alla creazione di una vera e propria legislazione che combatta l’islamofobia. Redatto dall’associazione belga “Unia”, che si occupa di diritti umani, lo studio spiega come soprattutto le donne musulmane in Belgio sono «discriminate sul lavoro, nel mondo dello studio e nel tempo libero». Il tutto per colpa del «media occidentali che danno una visione negativa dei musulmani». Per questo ha stilato un elenco di cinque raccomandazioni per mettere al bando l’islamofobia. Si va dal monitoraggio delle denunce all’incoraggiare e inasprire le leggi contro le discriminazioni; passando per interventi sulla formazione scolastica. Qui in particolare il documento chiede di integrare il concetto di islamofobia nei programmi scolastici e di rendere obbligatorio l’inserimento del concetto di islamofobia nella formazione dei nuovi insegnanti.

Idem nel mondo del lavoro con manager e dirigenti d’azienda. Un altro punto è quello della sensibilizzazione. In pratica, si dice sempre nel testo, i pregiudizi verso i musulmani nascono dalla mancata conoscenza della loro cultura. E allora ecco che, per esempio, anche le forze dell’ordine vanno istruite a capirla. Mica il contrario...

L’ultimo punto, ovviamente riguarda lo stanziamento di risorse per prevenire l’islamofobia sia nel pubblico sia nel privato.

 

 

Da notare che il documento parla esclusivamente di discriminazione perpetrate nei confronti degli islamici. Evidentemente quelle che da sempre toccano, ad esempio, gli ebrei o i cristiani, non sembrano essere degne d’attenzione.

Da qui la battaglia della Lega a Bruxelles: «Nei quartieri ghetto delle nostre città, all’ombra delle moschee finanziate dai fondamentalisti, sta crescendo più di una generazione di immigrati che, nel migliore dei casi, non vuole integrarsi e nel peggiore ci uccide al grido di Allah Akbar. Allora - conclude Isabella Tovaglieri - cari colleghi di sinistra, che vi nascondete tra preoccupanti ambiguità e pericolosi distinguo, alle volte definendo persino “partigiani” i terroristi di Hamas, evitate di parlare a sproposito di islamofobia, mentre in Europa si sta riaffacciando l’incubo dell’antisemitismo». L’onda pro-islam non sta colpendo solo l’Europa. Non più tardi dell’altro ieri, mercoledì, la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, ha annunciato che l’amministrazione Biden è intenzionata a sviluppare una strategia nazionale per contrastare l’islamofobia negli Stati Uniti. Un’iniziativa che servirà, ha spiegato la funzionaria americana, «per aiutare chi viene percepito come musulmano a difendersi dall’odio, dalla discriminazione, dal bigottismo e dalla violenza. Persone che per troppo tempo hanno subito attacchi». Difficile capire se si tratti di una strategia elettorale per la rielezioni di Biden o se gli Usa facciano sul serio. Certo è che settimana scorsa “Sleepy Joe” ha incontrato una serie di leader musulmani-americani, che gli hanno chiesto di avere più empatia verso il popolo palestinese. Anche in Italia, sebbene non si sia ancora arrivati ad invocare una legislazione ad hoc sull’islamofobia, i simpatizzanti di quella teoria da settimane riempiono le piazze in difesa dei diritti dei palestinesi. Lo fanno incitando all’odio contro Israele, ma a sinistra non s’indigna nessuno e nessuno chiede ordinamenti legislativi contro l’antisemitismo. 

Dai blog